La vera ricchezza di Gela: il mare. Sott’acqua probabili 6 navi greche

La vera ricchezza di Gela è proprio il mare e su di esso bisognerebbe puntare per un rilancio economico. E non stiamo parlando solo delle sue lunghissime e dorate spiagge, ma di ciò che il mare ancora conserva.

Il recente articolo sul National Geographic dedicato ai 47 lingotti in oricalco e ai due elmi corinzi ritrovati mesi fa nel fondale del mare di contrada Bulala, e riportati a galla dopo 2700 anni, evidenzia questa grande opportunità per Gela.

Quei fondali conservano ancora beni di valore inestimabile. Altri 39 lingotti sempre in oricalco, il leggendario “metallo di Atlantide” costituito da una lega di rame e zinco, erano stati recuperati nel dicembre 2014, frutto di una scoperta unica nel suo genere per l’intero Mediterraneo. Il materiale risalirebbe al periodo tra il VII e il VI secolo avanti Cristo.

Adriana Fresina, della Sovrintendenza al mare ha definito l’area sottomarina di Bulala, con i suoi tre relitti di navi arcaiche, “una preziosa, inestimabile miniera di reperti archeologici”.

Il materiale finora portato a galla, tra anfore, brocche,vasi attici, presuppone la presenza di ben sei navi arcaiche, così come ribadito dal direttore del Museo archeologico di Gela Emanuele Turco. I ritrovamenti del 2014 hanno ipotizzato la presenza di un relitto che al momento dovrebbe essere il più antico identificato nel mare di Gela. Sulla base dei materiali recuperati si tratterebbe di un relitto databile alla prima metà del VI secolo a.C. Purtroppo di navi ne sono state riportate a galla solo una e ancora aspetta il suo Museo del Mare per essere esposta al pubblico.

E nella presentazione degli ultimi ritrovamenti avvenuta venerdì scorso alla procura di Gela tutti hanno auspicato l’avvio di campagne di ricerca sulla base di progetti da tempo pronti ma mai finanziati.

“Mancano le risorse finanziarie“, ha lamentato Nicolò Bruno, della sovrintendenza al mare, che ha ringraziato per le scoperte di Gela il sub Francesco Cassarino, e il Club Unesco che ha finanziato il restauro e l’esposizione dei reperti nonché la permanenza degli esperti della stessa sovrintendenza.

Sott’acqua avvistata anche una grande lastra di marmo scolpito incastrata tra la sabbia. Eppure la Regione non riesce mai a trovare i soldi per far emergere tale tesoro. Gela potrebbe vivere di solo turismo, questo è certo.

Il prof. Nuccio Mulè aveva scritto nell’ottobre scorso una lettera aperta indirizzata alla Regione Sicilia, Sovrintendenza al mare, Sovrintendenza di Caltanissetta, Museo archeologico di Gela, Comune di Gela, Mare nostrum Archeoclub d’Italia.

“L’enorme consistenza di reperti archeologici presenti nei fondali del mare di Gela comporta un interessamento primario da parte delle istituzioni competenti, cosa che purtroppo non avviene in maniera adeguata, soprattutto per mancanza di finanziamenti regionali. Ancora, purtroppo, non si riesce a comprendere l’importanza che può avere lo sfruttamento di questi «giacimenti culturali» per il turismo e soprattutto come volano per l’economia e l’occupazione giovanile della città di Gela e del suo circondario. Non è concepibile che la Regione rimanga ancora sorda alla tematica del bene culturale, di Gela in particolare; non si vuole capire che potenziando l’attività archeologica di Gela ne trarrebbero frutto la stessa città e la Sicilia intera.

Sulla questione è anche intervenuto Gianni Filippini, manager e organizzatore di mostre d’arte di grande successo. “ll problema non sono i soldi ma la mancanza di progettualità e di visione”. Ha scritto nella sua pagina facebook, riferendosi ai recenti ritrovamenti ampiamente descritti da un giornale autorevole come National Geographic.

Filippini lancia un messaggio per i nostri amministratori, quasi una sfida. “Propongo che la città di Gela ingaggi Alberto Angela come testimonial per garantire la predisposizione di un progetto di rilancio per il settore archeologico, finalmente nelle mani di un competente ed affiancato da un management qualificato che sa cosa significa fare impresa culturale “.

Certo, sarebbe una grande opportunità per questa città attanagliata dalla crisi e disoccupazione puntare tutto sull’archeologia e turismo. Ne guadagneremmo tutti. Le attività finirebbero di soffrire, noi ci guadagneremmo anche in salute e cultura. Quando si capirà che il futuro di Gela può essere solo questo???

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