L’Acropoli di Gela torna fruibile grazie alla rete di Cantiere Gela

Dodici giorni di lavoro, 15 giovani, 200 sacchi di sterpaglie.

Sono numeri  questi che messi insieme  hanno restituito l’Acropoli al suo splendore.  È la rete di Cantiere Gela  che riesce a raggiungere  il suo obiettivo in modo straordinario.

Presentati stamattina i risultati dei lavori in una conferenza stampa al Museo Regionale di Gela.

Le sterpaglie ad inizio lavori sovrastavano l’intera struttura, oggi il percorso è libero da ostacoli naturali e si può passeggiare all’interno dello stesso.

Il lavoro è stato fatto in cinque passaggi per tutta l’area del sito. Prima il taglio dell’erba alta, poi la rimozione, successivamente il taglio con le forbici evitando di toccare ogni singola pietra, la rimozione e la pulizia.

È stata un’ esperienza  che è riuscita a mettere al centro l’agire libero e disinteressato del volontariato, di questi giovani che da ogni parte del mondo e a spese loro hanno ridato dignità ad un sito spesso abbandonato a se stesso.

Il progetto è stato promosso dalla rete urbana “Cantiere Gela” e coordinato dal Centro Studi Micos insieme al  “Gruppo Archeologico Geloi , l’Ecomuseo del Golfo di Gela  in collaborazione con la piccola Casa della Divina Misericordia, la Casa del Volontariato, la scuola media San Francesco, il Polo Museale  di Gela e l’Eni.

Giuseppe La Spina  ha coordinato il campo con la collaborazione dello staff di animazione internazionale composto da Michele Curto, Gero Bongiorno e Mario Bracciaventi.

I volontari si sono concessi incontri con la comunità locale, hanno visitato la città e i luoghi di interesse.

I quindici giovani tra i 20 ed i 30 anni provengono  da Serbia, Grecia, Turchia, Spagna, Taiwan, Russia, Francia.  Ucraina, Germania e Bielorussia ed in questi paesi racconteranno le bellezze di Gela e della Sicilia.

Il progetto intende diventare un progetto pluriennale. Già in cantiere l’edizione per il prossimo anno per realizzare non uno ma due campi internazionali di volontariato. <<In questo modo afferma Giuseppe La Spina  – presidente di Mikos e direttore del gruppo archeologico Geloi – candidiamo la città a diventare laboratorio di politiche giovanile e culturali e centro di ricerca e promozione dell’archeologia>>.

L’iniziativa è stata realizzata senza contributi pubblici mettendo in rete diversi soggetti dimostra che a Gela c’è un associazionismo sano e in grado di realizzare progetti importanti capaci di valorizzare la città e di proiettarla nella dimensione internazionale.

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