L’acropoli ritorna nel suo splendore grazie a “Gela is bedda”

Ritorna nel suo splendore l’Acropoli di Gela, grazie al campo internazionale Gela is bedda, facente parte della rete Cantieregela. Il campo di volontariato, che ha visto la collaborazione delle associazioni di volontariato del territorio, è durato 12 giorni. Un lavoro incessante sotto il sole cocente, per rimuovere 200 sacchi di sterpaglie che sovrastavano l’intera struttura.

Quattordici i giovani provenienti da diverse parti del mondo che hanno lavorato gratuitamente. Si sono anche pagati il viaggio dai rispettivi paesi ed in cambio hanno ricevuto dalla città di Gela vitto e alloggio.

Un lavoro  fatto in cinque passaggi per tutta l’area del sito. Prima il taglio dell’erba alta, poi la rimozione, successivamente il taglio con le forbici evitando di toccare ogni singola pietra, la rimozione e la pulizia.

“Questi giovani dimostrano che è possibile una cittadinanza internazionale- ha dichiarato il dott. Michele Curto a nome della rete di Cantiere Gela – dimostrando che è possibile l’integrazione tra colture differenti. Queste esperienza inoltra mette al centro l’agire libero e disinteressato del volontariato che non cerca vetrine ma è capace di mettersi veramente al servizio della città”

Il progetto è stato promosso dalla rete urbana “Cantiere Gela” e coordinato dal Centro Studi Micos insieme al “Gruppo Archeologico Geloi , l’Ecomuseo del Golfo di Gela in collaborazione con la piccola Casa della Divina Misericordia, la Casa del Volontariato, la scuola media San Francesco, il Polo Museale di Gela e l’Eni.

Il campo è stato coordinato da Giuseppe La Spina con la collaborazione dello staff di animazione internazionale composto da Michele Curto, Gero Bongiorno e Mario Bracciaventi.

Dopo il lavoro nel sito archeologico svolto nelle ore mattutine, i volontari nel pomeriggio hanno avuto incontri con la comunità locale, hanno visitato la Sicilia e goduto delle spiagge della città.

Il centro storico per due settimane è diventato un centro di promozione internazionale del volontariato giovanile. I quindici giovani tra i 20 ed i 30 anni provengono da Serbia, Grecia, Turchia, Spagna, Taiwan, Russia, Francia. Ucraina, Germania e Bielorussia ed in questi paesi racconteranno le bellezze di Gela e della Sicilia.

Il nome del progetto “Gela is bedda” creato per legare la dimensione locale a quella internazionale diverrà un progetto pluriennale. Già in cantiere l’edizione per il prossimo anno per realizzare non uno ma due campi internazionali di volontariato.
“In questo modo- ha affermato Giuseppe La Spina, presidente di Mikos e direttore del gruppo archeologico Geloi – candidiamo la città a diventare laboratorio di politiche giovanile e culturali e centro di ricerca e promozione dell’archeologia”.

L’iniziativa è stata totalmente realizzata senza contributi pubblici.