L’Ars resuscita le province. Csag: 200 posti di lavoro per la politica

Duecento nuovi posti in Sicilia? Certo ma solo tra consiglieri e presidenti dei Liberi Consorzi, perchè l’Ars ha pensato di resuscitare le province, anche se adesso si chiamano liberi consorzi e città metropolitane, e di tornare alle elezioni diretta.

Sulla questione è intervenuto il Csag (comitato per lo sviluppo dell’area gelese), che da decenni lotta per il passaggio di Gela alla Città Metropolitana di Catania. Con il ddl approvato oggi che prevede l’elezione diretta dei Presidenti e consiglieri dei Liberi Consorzi, siamo arrivati alla cifra tonda di 10 passaggi Legislativi (LR 7/13, 8/14, 15/15, 28/15, 5/16, 8/16, 15/16, 23/16, 2/17 più la Legge approvata ieri).

“Cosa sia capace di fare l’Assemblea regionale siciliana eletta 5 anni fa, non meraviglia più nessun siciliano. Per quanto concerne ad esempio la riforma delle ex province, non si può nemmeno dire che si è toccato il fondo, poiché in tal caso staremmo risalendo la china nell’isola.” Ha detto il csag.

Favorevoli alla elezione diretta di presidenti e consiglieri che dovrebbero tenersi alla prima occasione utile sono stati 32 deputati su 47.

“Una riforma – ha detto il Csag- nata male non poteva che continuare peggio, fino all’ultimo atto di una farsa durata un’intera legislatura. Perché tanta premura e tanto ardore nell’approvare quest’ultima riforma? La risposta è semplice semplice: in questo modo si sono creati oltre 200 nuovi posti di lavoro. Con l’unica avvertenza di essere posti riservati. Alla politica … nauturalmente”

Tale norma segna una marcia indietro da parte della Ars regionale: la Sicilia che aveva deciso di anticipare la riforma Delrio cancellando per prima le province, da allora le lezione indirette sono sempre state rinviate, mentre nel frattempo si sono celebrati vari referendum di passaggio da una provincia all’altra: consultazioni che sono divenute carta straccia.

“Cosa succederà adesso, si potrà andare finalmente a votare per le rappresentanze dei Liberi Consorzi? Assolutamente no!

Ancora oggi manca qualcosa per chiudere davvero il cerchio, vale a dire il completamento degli effetti prodotti sin dalla L.R. 8/14 e soprattutto l’applicazione dell’art. 44 comma 2 della L.R. 15/15, ovvero le variazioni territoriali. Nulla è cambiato per le decisioni espresse dalle comunità di Gela, Piazza Armerina, Niscemi e Licodia Eubea, comunità che rivendicano con orgoglio le proprie scelte effettuate mediante due delibere consiliari e un referendum confermativo.

Adesso queste comunità coordinate dai comitati promotori ufficiali, dovranno soltanto attendere l’indizione delle elezioni degli enti intermedi per poterne impugnare l’atto dinanzi al Tar e bloccare le elezioni per l’ennesima volta, avviando una nuova stagione di commissariamenti che inaugurerebbe, purtroppo, anche la nuova legislatura.” ha detto il Csag.

Una azione indispensabile ai fini del rispetto dei principi di legalità e democrazia. Ha concluso il Csag

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