L’assistenza domiciliare non si tocca, Giudice al sindaco: “Non faccia come la Lorenzin”

L’assistenza domiciliare non deve essere interrotta. A tuonare contro l’amministrazione è stato Ignazio Giudice, segretario generale della CGIL, invitando tutte le forze politiche a evitare un ulteriore impoverimento dei servizi alla persona.

“Da anni – si legge nella nota – la città sta subendo un drastico ridimensionamento dei livelli minini di asssistenza e l’urlo del sindaco al Ministro Lorenzin per ottenere più servizi sanitari è lo stesso urlo che io invio a lui per potenziare il numero degli assistiti, anziani e disabili, ripristinare con urgenza lo storico servizio di trasporto disabili, come annunciato dalla giunta otto mesi fa in più sedute del consiglio comunale.

Lo stesso urlo – ha proseguito Giudice – comprende l’invito a far partire sin dal primo giorno di scuola la refezione scolastica. Insomma, i servizi non possono essere usati come strategia politica per l’approvazione del bilancio di previsione, strumento ad oggi non approvato neppure dalla giunta e non concertato con le parti sociali, dal sindacato dei lavoratori ai commercianti e artigiani”.

La CGIL ha chiesto un incontro immediato con il sindaco Messinese. “Le città – ha concluso il segretario generale – non sono cumuli di pietra e si governano con la testa, il cuore, il buon senso, qualche urlo da inviare e tanti da ricevere e di cui averne rispetto. Sindaco, resto in attesa del giorno dell’incontro e le chiedo di sospendere la lettera inviata all’utenza, perché il diritto alla salute passa anche anche attraverso l’assistenza domiciliare. Lei non può permettersi di comportarsi come la Lorenzin!”.