“Late” risponde a Fratelli d’Italia: il reparto talassemia del V. E. funziona benissimo. Basta campagna elettorale

Il reparto di Talassemia dell’ospedale Vittorio Emanule, identificato come Unità operativa semplice di Talassemia a Valenza Dipartimentale, garantisce a pieno tutte le esigenze dei pazienti. Questo quanto sottolineato dall’associazione Late (libera associazione talassemici emopatici) “Maurizio Nicosia”, e in risposta alle carenze denunciate qualche giorno fa da Fratelli d’Italia. “Ci teniamo a informare che il dato rilasciato, cioè il 10% dei pazienti della popolazione gelese sia affetta da tale patologia non risulta veritiera in quanto in tutta la Sicilia sono presenti non più di 2500 pazienti affetti da questa patologia”. Ha sottolineato l’associazione che ha sempre portato avanti le richieste di un reparto di talassemia, ottenuto  il 9 dicembre del 2015. “I medici di quel reparto non hanno uno staff dedicato, ma personale altamente qualificato come le infermiere che da anni si dedicano con molto amore nel proprio lavoro a favore dei soggetti che frequentano tale reparto, inoltre se di ampliamento si deve parlare lo si deve fare per la Medicina Trasfusionale”. Ha specificato l’associazione che mette in evidenza come in questi giorni il direttore sanitario, a proposito di misurazione del ferro accumulato negli organi, si stia provvedendo a effettuare preventivi per l’acquisto del software, così come sia stato già richiesto il fibroscan. Anche per quanto riguarda i ricoveri l’associazione chiarisce che questi non vengono effettuati nel reparto talassemia, in quanto qui si effettuano solo attività programmatiche, e i day hospital vengono chiusi il 31 dicembre di ogni anno, consegnando le lettere di dimissioni e quindi anche la convenzione con gli immmobili per l’accoglienza dei pazienti e dei loro familiari, chiesta da Fratelli d’Italia. “Non fate campagna elettorale strumentalizzando la talassemia, e si inizi a parlare più nel collettivo, visto che le esigenze sanitarie sono più collettive che di categoria”, suggerisce l’associazione

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