Lavoratori della formazione licenziati, o in attesa dei pagamenti. Cgil, Cisl e Uil basta proclami, ma fatti

“I lavoratori del settore della formazione, ormai ex,  ormai da anni  attendono risposte concrete e ricordiamo che  solo in questa provincia sono stati licenziati  circa ottocento operatori orbitanti nei servizi formativi”.
Questo quanto sottolineato dai  segretari  generali Confederali della  Cgil, Cisl e Uil di   Caltanissetta, Ignazio Giudice, Emanuele  Gallo e Vincenzo  Mudaro.
Il riferimento è l’assemblea indetta dal sindaco Ruvolo sulle problematiche legate al settore della formazione professionale, alla quale ha partecipato l’assessore alla formazione del Governo Crocetta On.Marziano  sottolineano  come un problema così delicato non può e non deve   essere affrontato e liquidato a spot. 
“Dispiace – affermano i tre segretari – assistere allo stupore di alcuni Sindaci che solo oggi, a distanza di tre anni,  si accorgono della macelleria sociale(termine molto caro al nostro Presidente ed ai suoi Assessori ) che è stata compiuta in questo settore, poiché per punire gli enti sono stati licenziati i lavoratori. Cgil Cisl e Uil da anni sostengono la creazione di adeguati e rigidi sistemi di controllo in grado di verificare il flusso della spesa pubblica al fine di evitare l’arricchimento illecito dei gestori degli enti a danno della pubblica amministrazione e degli stessi dipendenti non stipendiati da anni”.
Le confederazioni sindacali sottolineano come sia ” illegale fregrasi i soldi della formazione ed è illegale non pagare le retribuzione ai lavoratori, ciò che è accaduto”.
” Per l’ennesima volta – affermano – abbiamo assistito ai proclami di un assessore ignaro di ciò che è stato fatto dai suoi predecessori  che sostiene a parole  che entro la fine di ottobre tra prepensionamento avvio avviso 8, avviso 4 ,avvio attività ex Cefop oggi Cerf e le attività legate ai servizi formativi , il settore risorgerà e tutti i lavoratori inseriti nell’albo potranno tranquillamente tornare a lavoro. “
Cgil, Cisl e Uil dicono basta agli annunci poichè i lavoratori sono  sempre più sconfortati. 
“In un settore che impegnava più di ottomila lavoratori oggi più della metà sono stati licenziati e di quelli che rimangono nel bacino  il più fortunato deve percepire  più di 15 mensilità arretrate”. Affermano i sindavalisti, che si augurano che quanto comunicato dall’assessore si avveri. 

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