Lavoratori Rsa senza stipendio. La Cisl proclama lo stato di agitazione. Chiesto incontro con l’Asp

I quaranta lavoratori della Rsa Caposoprano residence ancora in attesa del pagamento degli stipendi. È trascorso un anno e tre mesi da quando la struttura sanitaria ha iniziato la sua attività, ma l’Asp nissena non ha mai liquidato le fatture per le prestazioni erogate, pur continuando ad autorizzare i ricoveri per pazienti che necessitano di una riabilitazine fisica o psichica di lungodegenza. La Rsa ha già avviato parecchie azioni legali contro l’Azienda sanitaria:  tre i decreti ingiuntivi e una diffida, per un credito che supera un milione di euro. Naturalmente il mancato pagamento si ripercuote sui dipendenti della struttura sanitaria: medici, infermieri, personale Osa e amministrativo. Eppure La Rsa continua a ricevere i pazieni inviati dalla “competenti Unità di Valutazione Multidimensionali (UVM) della Asp”. Sulla questione è intervenuto Salvatore Russello, coordinatore Sanità della Cisl Fp Caltanissetta. “Una situzione del genere determina nei lavoratori non solo un grande disagio ma, per  il perdurare del mancato pagamento degli stipendi, anche l’incapacità di spostentamento delle propie famiglie”, ha scritto il sindacalista all’Azienda Sanitaria. Il pagamento non avviene perché alcuni rappresentanti della società hanno ricevuto un avviso di garanzia da parte della Procura di Gela. “Le contingenze giudiziarie in corso non possono riflettersi sui singoli”, afferma la Cisl. “Eppure- continua la Cisl-  i lavoratori continuanano ad erogare le prestazioni con abnegazione e senso di responsabilità, consapevoli che si occupano di persone bisognevoli di cure e attenzioni”. Il sindacato chiede un incontro urgente con il direttore Generale della Asp, e se non si otterrà nessun riscontro vierrà proclamato la stato di agitazione del personale della struttura sanitaria gelese.