Lavorazione del latte e suoi derivati, progetto in carcere per dare ai detenuti un’opportunità di reinserimento nel mondo del lavoro

Consegna degli attestati per i detenuti della casa circondariale di contrada Balate, diretta dalla dottoressa Gabriella Di Franco, che hanno preso parte al progetto sulla lavorazione del latte e i suoi derivati, quale mezzo di crescita culturale e integrazione sociale dei soggetti limitati nella libertà o migranti.

Promossa dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia “A. Mirri” (IZS Sicilia), dall’Università degli studi di Palermo (UNIPA) e dalla Coldiretti Sicilia, in sinergia con il Rotary Club di Gela, presieduto da Manlio Galatioto, questa iniziativa ha permesso ai partecipanti acquisire, grazie ai tre giorni di formazione teorico-pratica, conoscenze sulla composizione e sulla qualità del latte nelle diverse specie lattifere e sul modo di conservazione del latte e sulle principali tecnologie di trasformazione lattiero-casearia, così da offrire loro un’opportunità di reinserimento nel mondo produttivo.

Un progetto caratterizzato da diverse finalità sociali e che ha avuto l’obiettivo di valorizzare le competenze tipiche, nel settore caseario, della tradizione locale, mettendole a disposizione di soggetti limitati nella libertà, anche extracomunitari, in particolare africani del Maghreb e dell’Africa sub-sahariana e dei paesi dell’est europeo. L’iniziativa, guidata da Francesco Città, si è tenuta dal 25 al 27 ottobre, giornata conclusiva che ha visto la consegna degli attestati e un rinfresco a base dei prodotti caseari preparati dai detenuti.