Le carenze del Vittorio Emanuele all’Ars. Ecco i particolari

Mentre continua la raccolta firme contro il depotenziamento dell’ospedale Vittorio Emanuele di Gela, si è tenuta stamani, presso l’aula della VI Commissione parlamentare Sanità Ars, di Palermo, un incontro che vede anche tra le questioni quelle dei disagi che sta soffrendo il nosocomio gelese.

Oltre il presidente della commissione, Pippo Di Giacomo, e il sindaco di Gela Domenico Messinese, presenti anche il presidente del consiglio comunale Alessandra Ascia, gli onorevoli Pino Federico e Giuseppe Arancio, gli esponenti della V commissione sanità di Gela, Virginia Farruggia, e Giuseppe Ventura, e i consiglieri comunale Guido Siragusa e Vincenzo Cirignotta. Sul tavolo le carenze del Vittorio Emanuele, che per mancanza di medici ha visto la chiusura di reparti come quello di Malattie Infettive o Nefrologie, per non parlare delle lunghe liste di attese per gli esami diagnostici, dei disagi che patiscono i pazienti costretti a rivolgersi al pronto soccorso, e dove sono costretti a stazionare per ore e ore. E poi la mancata attivazione di reparti come Utin e Breast Unit. A parlare di allarme sociale provocato senza una ragione, è stato il direttore dell’Asp Carmelo Iacona. Presente anche il presidente del Csag Filippo Franzone che ha messo in evidenza come i pazienti di Gela siano “merce che viaggia”. Franzone ha parlato di “una sperequazione di 650 posti letti tra Enna e Caltanissetta”. E di una mobilità passiva dei pazienti del 31%. Inoltre Franzone ha messo in evidenza come da Agrigento a Ragusa non vi sia un reparto di Emodinamuca, e i pazienti gelesi infartuati siano costretti a percorrere 70 chilometrim in quanto dirottati al Sant’Elia.

Un altro dato presentato sul tavolo è stata la differenza di posti letto tra Gela e Enna, la prima con 22 posti letto per i neonati e la seconda con 38 nonostante la diffeenza sia solo di 100 nati l’anno. A rispondere a Franzone è stato il direttore Carmelo Iacono, che ha messo in evidenza come nella provincia nissena l’investimento di risorse non abbia precedenti e come i numeri non facciano la qualità dell’ospedale. Un esempio è quello del ragusano, dove tra Vittoria e Comiso vi siano un terzo in meno rispetto a Gela, ma la sanità ragusana è considerata una eccellenza da molti. Non é una questione di posti letto, per fare una buona sanità. Ha detto Iacono, ma qualità e velocità delle prestazioni salvano la vita e non i numeri. Per l’emodinamica si è rispettato il protocollo di Un reparto ogni 400 mila abitanti.

Ricordiamo che il direttore dell’Asp ha denunciato il sindaco Domenico Messinese per le dichiarazioni degli “ammanchi finanziari per l’Asp Cl2”.

Il sindaco Domenico Messinese ha portato con sè la lista delle firme raccolte in questi giorni. “Non è un discorso singolo ma un malessere generale reale. Gela è ad alto rischio ambientale” Ha detto Messinese. “Problemi di nascituri e tumori, due punti su cui si ha grande sensibilità e per cui da decenni si attendono risposte. Tutti i servizi essenziali per un territorio come quello di Gela non sono stati attivate. Non si può fare riferimento in questi casi di numeri, per la peculiarità di Gela. Vi sono degli obblighi di attenzione per aree come quelle di Gela. Dal ministero emergono totale assenza di risposte per Gela. Gela ha bisogno di un centro tumorale che non costringerebbe i pazienti gelesi ad andare fuori” . Ha detto Messinese che ha detto di essere garante della salute dei cittadini. “Breast Unit e utin storia infinita, sale operatorie a ciclo ridotto, nefrologia e malattie infettive ridotte. Prenotazioni visite al 2018”. Questi alcuni dei problemi elencati dal primo cittadino.

Gela deve diventare una città specializzata nelle malattie oncologiche ha detto il sindaco al direttore dell’Asp. “A Gela le visite delle 104, che comprendono i comuni come Mazzarino, Niscemi, Butera”. Questa l’altra richiesta del sindaco.

Il 90 percento dei problemi lo da il blocco delle procedure concorsuali per le le  piante organiche. Questo è emerso nell’incontro presieduto dall’on. Di Giacomo e su cui si sta lavorando

 

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