Le opere dell’artista gelese Fabio Romano tra le più apprezzate a Bruxelles: secondo posto alla “Off Course and Anouk & Co”

Ha conquistato il  2° posto nel Premio del Pubblico durante la  “Off Course and Anouk & Co/Young Contemporary Art Fair”, presso la Galerie Nardone di  Bruxelles, l’artista gelese Fabio Romano.

Le opere dell’artista, scultore fotografo, sono state tra le più votate dal pubblico: 4 sculture a parete e una istallazione. Come tutte le sue opere anche in quelle esposte nella collettiva di Bruxelles, l’artista ha rappresentato, attraverso piccole sculture  lignee, catastrofi e eventi naturali, luoghi cristallizzati, senza vita, che poi sono statiripresi dalla fotografia,   e dove il passaggio dell’essere umano è stato perennemente rievocato da residui geometrici che riportano alla mano dell’uomo. Paesaggi che sembrano a prima vista reali e di cui poi si notano le imperfezioni.

Classe 1978, l’artista gelese vive e lavora a Bologna. Nella città emiliana Fabio Romano  ha conseguito la laurea all’Accademia delle Belle Arti.

Diverse le personali e le collettive a cui ha partecipato: a  Bologna, Torino, Pistoia, Verona e Reggio Emilia in Italia e ancora a Köln (Germania), a Londra e  Bruxelles.

Le sue opere rappresentano un viaggio filosofico e introspettivo in cui l’essere umano viene considerato nella fragilità della sua condizione.

Il processo che attraversa le sue opere consiste in due fasi tecniche: una di costruzione dello stage, assemblando elementi che determinano il paesaggio, e una di decostruzione, in cui distrugge parte di queste architetture attraverso combustioni o gettate di calce e pigmenti dando vita all’opera stessa. 

Le sue scuture lignee annerite tramite fuoco, ricordano la sua  Sicilia terra bruciata dal sole e bagnata dal mare, summa di magnifiche contraddizioni.  Nel fuoco, e nella legna bruciata si intravede in particolare, un’immagine tipo della collettività, con il colore (non-colore). Nero che perde molte connotazioni negative, anche per la sua presenza abituale in moltissime visioni quotidiane: il caffè, le donne nel lutto di sempre, la legna bruciata, le more, le ombre.

Il nero richiama anche il colore del petrolio della sua Gela,  elemento così utile, così sporco, così denso di storia: metafora perfetta nelle sculture di Romano

Giorno 6 maggio è stata inugura la sua personale “Decostruzioni”, presso il Die Mauer artecontemporanea a Prato. 

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