Le verità ad oggi ?

Ecco, ci siamo o ci stiamo arrivando. È finita la primavera versione gelese. L’amore per il M5S è finito con i primi incarichi e le prime decisioni. Qualche assessore già parla di complotto dei cittadini e di imprese contro una “amministrazione non stupida” (cit. Vic.Sindaco Siciliano), quegli stessi cittadini che un mese fa si  disse aver dato prova di maturità con un colpo di coda al vecchio modo di fare amministrazione. Quegli stessi giornali che prima erano compatti contro il M5S e poi, ad incarichi ottenuti ,si sono divisi  in interlocutori preferenziali  dell’amministrazione (incarico a favore), o in pistola caricata, non a salve, contro la stessa (incarico a sfavore). Quegli stessi cittadini che hanno smesso di appoggiarli per un giorno di indifferenziata non raccolta, o per una ZTL che in una settimana sarebbe colpevole della crisi commerciale del centro storico, nata questa invece mesi e mesi prima.

Le verità sono altre: un avvicendamento amministrativo non può essere l’inizio di un cambiamento, ma deve essere il punto di arrivo di una trasformazione socio-politica e culturale che solo gli accecati dalla “vittoria” potevano cantare senza che ci fosse; il fallimento pratico, ed iniziale, di un progetto ideologicamente valido, non può decretare la fine di una rivoluzione comunque incominciata; il voto contro non è un voto a favore ne dell’eletto e neanche della comunità .

 I numeri infatti parlano chiaro: la massa dei cittadini elettori ha deciso che Fasulo fosse il principale colpevole dei mali di questa città. Cambiando lui, unico uomo del Presidente Crocetta in città, e non il rieletto consigliere comunale ex-assessore, piuttosto che altri consiglieri uscenti o le stesse liste legate all’amministrazione uscente, che hanno preso la maggioranza del consiglio.

 Il punto ad oggi comunque è che abbiamo un sindaco penta stellato pentito delle regole del suo gruppo ( meglio una segretaria amica e riconoscente a se stesso, che un disoccupato a turnazione tra i fedeli al movimento) e un M5S pentito del sindaco e del suo Entourage ( inconcepibile l’azzeramento arbitrario dei poteri del meet up per prendere decisioni estranee alla base). In nome della più grande e vecchia politica, gli onorevoli regionali  del Movimento hanno deciso di non intervenire per non resuscitare, con una sana e onesta ammissione di colpa, un presidente Crocetta agonizzante in quel di Palermo, e di essere pronti ad una “scomunica” a decesso avvenuto.

Ed in città?  esiste ancora una sola legge che vince tutte le elezioni: la legge del voto contro supportata dalle logiche del sospetto e del complotto che spiegano ogni avvenimento senza un vero impegno intellettuale per la ricerca dei veri perché e delle vere soluzioni.

Il voto contro consegnò la città  al probo Fasulo, schiavo dei buchi di bilancio del Crocetta Sindaco, invece dello spauracchio Onorevole Speziale: un cambio di amministrazione che portò i soliti noti a mantenere il controllo del consiglio e dell’amministrazione. Così il voto contro il Crocetta Presidente ha portato al governo cittadino un movimento ancora troppo debole, sprovveduto ed inesperto, mantenendo le posizioni di controllo sempre in mano alle stesse persone.

Ancora non si è capito che gli elettori di Messinese non sono i 4989 sostenitori del movimento ma gli oltre 17000 cittadini che hanno scelto tra i candidati parenti e amici, accantonando idee e progetti, e che non erano e non sono tutt’ora interessati al programma di chi è salito, ma piuttosto a vendicarsi contro chi gli ha negato qualcosa, un diritto o un torto ricevuto, indipendentemente che fosse dovuta o meno.

Ed ancora, mentre si inviano fanciullesche cartoline inneggianti al risparmio superfluo per sottolineare una qualche coerenza di fondo, e mentre ci si preoccupa di visitare giornalmente gli uffici di polizia per consegnare documenti vari, si continua a non affrontare i problemi immediati e semplici dei cittadini la cui risoluzione ci porterebbe ad essere una città normale.  Questa città non ha bisogno di teoremi improbi e di polemiche su spese passate, di grandi progetti di castelli impossibili e di computer non acquistati. Questa città ha bisogno di provvedimenti definitivi che già avrebbero dovuto essere programmati.

In conclusione, ora è il momento di dimenticare le divisioni ideologiche e le ripicche infantili, la città ha bisogno di un governo operativo e non di un periodo di transizione. Gela è ad un bivio che può rilanciarla come affossarla. Noi tutti siamo chiamati ad anteporre l’interesse comune a quello particolare e personale, quindi ogni partito regoli le proprie magagne in famiglia ed a porte chiuse perché noi cittadini abbiamo bisogno di concretezza e serenità.

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