Legalità economica e lotta alle frodi. Intervista al Comandante della GdF di Gela Massimo Devito

Contrasto all’evasione e all’elusione fiscale, monitoraggio della spesa pubblica, lotta al mercato nero e al fenomeno della contraffazione, queste alcune delle operazioni, condotte in prima linea dagli uomini delle Fiamme Gialle di Gela, che hanno portato al recupero di ingenti capitali frodati alle casse dello Stato. Un bilancio più che soddisfacente quello dell’ultimo biennio, che ha visto raddoppiare e, in alcuni casi, quadruplicare rispetto al passato gli esiti positivi raggiunti. Abbiamo intervistato il comandante della Guardia di Finanza, il capitano Massimo Devito, per saperne di più riguardo al profilo finanziario tributario e penale della realtà gelese.

Classe 1984, originario di Martina Franca, in provincia di Taranto, Devito è laureato in Scienze della Sicurezza Economico-Finanziaria. Diverse le esperienze maturate nel corso della sua carriera. Nel 2008 viene chiamato a comandare la Tenenza di Sant’Angelo dei Lombardi in Irpinia, occupandosi di importanti indagini sia di carattere economico-finanziario che in materia di polizia giudiziaria. Nel 2010 è al comando della Sezione Tutela Entrate del Nucleo di Polizia Tributaria di Perugia. Durante il soggiorno nel capoluogo umbro, viene scelto per una missione di sei mesi in Afghanistan, in qualità di ufficiale addetto al contingente “Task Force Grifo”, con compiti addestrativi nei confronti della polizia locale e di vigilanza alle frontiere per il contrasto e la repressione del contrabbando e dei traffici illeciti. Dal settembre 2013 è a capo della Compagnia di Gela.

 

Capitano Devito, sono trascorsi quasi due anni dal suo insediamento a Gela come comandante del Corpo delle Fiamme Gialle. A quali risultati si è pervenuti oggi? Si può ritenere soddisfatto del lavoro svolto nella lotta contro gli illeciti?

<<Alla luce dei risultati ottenuti in questo biennio, grazie al lavoro instancabile di tutto l’organico, quello che sento di fare oggi è sicuramente un bilancio positivo su tutti i fronti. Sin da subito, il personale della caserma ha accettato di buon grado le mie linee guida, e questo rapporto di fiducia e di intesa che si è instaurato ha facilitato il lavoro di squadra. La Guardia di Finanza opera su due diverse tipologie di illeciti, quelli amministrativi e quelli penali. Lo scorso anno, attraverso un attento lavoro d’inchiesta, siamo giunti ad individuare alcune grandi società dai cui bilanci e banche dati emergevano profili torbidi di pericolosità fiscale. Parliamo di società che, attraverso fatturazioni false e scambi di merce con Paesi a tassazione privilegiata, dichiaravano costi o guadagni non corrispondenti al vero, frodando il fisco. Grazie a questa operazione di indagine condotta a monte, rispetto al 2013 siamo andati a raddoppiare e, in alcuni casi, a quadruplicare i risultati raggiunti. In termini numerici, solo lo scorso anno gli elementi positivi di reddito, ossia quelle entrate che le aziende non dichiaravano, sono stati pari a quasi 46 milioni di euro. Gli elementi negativi, ossia i costi aggiunti indebitamente, sono stati invece pari a 22 milioni di euro. Sommando queste due cifre, si parla di ben 68 milioni di euro recuperati, che erano stati sottratti a tassazione. A fronte di questo bilancio, possiamo ritenerci ampiamente soddisfatti. Il nostro impegno è stato indirizzato anche all’attività di tutti i giorni, a volte vista in maniera distorta dall’opinione pubblica. Fermare il commerciante che vende vestiario contraffatto o prodotti alimentari privi di certificazione e, quindi, di dubbia provenienza, non è un voler attaccare qualcuno che sta cercando di sbarcare il lunario. Noi sentiamo, piuttosto, di dover difendere l’operatore economico che gestisce la propria attività in maniera trasparente, vendendo la sua merce e dichiarandosi al fisco. E’ un modo per tutelare anche i consumatori, che devono avere delle garanzie nell’acquisto, così da non incappare in merce di cui non è provata l’affidabilità. Vorrei ricordare anche che, in conformità a quanto previsto dallo Statuto dei diritti del contribuente, noi applichiamo il principio di discrezionalità nella fase di attuazione della norma tributaria, per salvaguardare, in particolar modo, l’immagine di quegli operatori o imprenditori che, possibilmente, non sono riusciti in un determinato arco temporale ad ottemperare appieno alle disposizioni di legge, per via di una fase di crisi o di difficoltà>>.

Pur essendo giovane, lei ha alle spalle una brillante carriera che l’ha portata ad operare in diversi territori sia in Italia che all’estero. Quanto complessa è la realtà gelese rispetto ad altre?

<<Ogni luogo ha le sue peculiarità e le sue tradizioni. Spostandomi per lavoro, ho avuto l’opportunità di entrare in contatto e di confrontarmi con realtà diverse tra di loro e, per questo, uniche. Il bagaglio culturale di cui ogni territorio è ricco si riflette nel modo di vivere delle persone. Gela è una realtà molto complessa e variegata, caratterizzata da un antico passato glorioso, da bellezze storiche e paesaggistiche, ma che, al contempo, si porta dietro il peso di un passato più recente difficile e doloroso. E’ una città che è abitata da tanti cittadini onesti, ma anche da coloro che pensano di poter farla franca, uscendo impuniti da azioni illecite che danneggiano la comunità. Noi ci troviamo a condurre indagini su ogni fronte e sulle varie attività legate ai cosiddetti colletti bianchi, i quali sguazzano nei loro traffici poco limpidi, forti del fatto che il sistema in cui vanno ad operare è intricato e di non facile comprensione. Mi riferisco ad appalti, concessioni e quant’altro>>.

Lo scorso maggio, si è tenuto presso il Tribunale di Gela un convegno, durante il quale sono stati presentati i dati relativi al bilancio di responsabilità sociale. Quanto è determinante in tutte le realtà, e nello specifico nella nostra, il lavoro di sinergia tra tutte le Forze dell’Ordine e la Procura?

<<Ritengo che questo rapporto di sinergia sia fondamentale in una realtà come quella gelese, proprio per la trasversalità dei reati su cui ci troviamo ad indagare. Ad esempio, vi sono delinquenti travestiti da imprenditori o da amministratori, che commettono reati che vanno dalla bancarotta fraudolenta all’estorsione. Avere un ottimo rapporto con tutte le Forze di Polizia e, soprattutto, con la Procura permette di accelerare la tempistica, potenziando l’efficacia dell’intervento. Il confronto diventa necessario ed importante, in quanto permette anche di ampliare le conoscenze relative alla situazione della città>>.

In quest’ultimo anno, quale è stata l’operazione che ha ritenuto più complessa e che ha richiesto tempi più lunghi d’indagine e un più ampio coinvolgimento delle vostre risorse umane?

<<Una delle più interessanti e soddisfacenti indagini è stata sicuramente quella delle verifiche che sono andate a colpire personaggi che erano soliti fare sfoggio di un tenore di vita superiore a quello che in realtà avrebbero potuto permettersi. Ci sono stati casi che, inizialmente, si inserivano nell’ambito tributario e che, poi, sono stati trasferiti in procura, per il prosieguo delle indagini, perché gli evasori fiscali in questione avevano superato le soglie indicate dalla legge, oltre le quali si parla di reato penale. Altre operazioni, che hanno richiesto in modo particolare la nostra attenzione, sono state quelle riguardanti la spesa pubblica. Dallo scorso anno, la Guardia di Finanza, a livello centrale, ha deciso di proiettarsi in un nuovo ambito. Con la campagna di lotta agli sprechi e la spending review, maggiore attenzione è stata prestata alle modalità di impiego delle entrate da parte degli enti pubblici. Nell’ultimo anno, abbiamo acquisito una vasta mole di documenti per accertare la regolarità delle procedure e la trasparenza della gestione dei fondi. Ovviamente, il tecnicismo del comparto richiede tempo>>.

La Guardia di Finanza di Gela organizza, in collaborazione con le scuole della città, degli incontri volti a sensibilizzare gli studenti sui valori della legalità, della trasparenza e dell’impegno attivo in ogni ambito della società. Quanto è importante in una comunità come quella gelese, in cui, purtroppo, si registra ancora un tasso significativo di delinquenza minorile, partire proprio dai giovani?

<<E’ importantissimo. E’ compito e dovere della società dare una possibilità di crescita anche a quei ragazzi che si trovano a vivere in contesti particolari. Il bambino o il ragazzo, che torna a casa dopo aver assistito a scuola ad incontri di sensibilizzazione come questi, diventa un esempio per la sua famiglia, per i cittadini adulti, facendosi promotore di buoni comportamenti. Partire dalla scuola è quindi fondamentale. Nell’ambito di questo progetto, che ci ha riempiti di soddisfazione, abbiamo iniziato dalle scuole elementari per arrivare ai licei e ai vari istituti superiori, adottando, di volta in volta, delle modalità di impostazione e un linguaggio diversi a seconda del target che avevamo dinanzi. E’ stato divertente utilizzare con i bambini i personaggi dei fumetti che simulano in forma ludica le attività portate avanti dai finanzieri>>.

Gli incontri da voi promossi nelle scuole hanno anche valenza di orientamento alla carriera militare. Rispetto al passato, è aumentata la domanda da parte dei giovani che vorrebbero intraprendere questo percorso?

<<Durante i nostri incontri, gli studenti degli istituti superiori, che si apprestano al conseguimento della maturità e alla scelta del loro percorso futuro, si mostrano sempre interessati e partecipi, intervenendo con domande e curiosità. Quello che mi spiace constatare, però, è che ancora molti ragazzi rinunciano ad intraprendere la carriera militare ancor prima di provarci, temendo che possa essere troppo difficile e al di sopra delle loro capacità>>.

Nell’ultimo periodo ci sono state delle variazioni nel vostro organico?

<<Sì, dopo due anni di onoratissimo servizio in città, il tenente Mario Lanzano è stato chiamato a comandare la Tenenza di Fiuggi. Si tratta di un incarico di sicuro rilievo in un territorio particolare dell’Italia che si colloca tra la Campania e il Lazio, zona di reimpiego dei capitali di natura illecita della camorra e della malavita romana. Sarà per lui un’occasione che gli permetterà di mettere a frutto l’esperienza acquisita durante la sua permanenza a Gela. A lui e alla sua linea di comando va il merito di buona parte degli esiti positivi ai quali siamo pervenuti in questo biennio, specialmente dal punto di vista amministrativo. Sono sicuro che, anche nella nuova sede, il tenente Lanzano raggiungerà ottimi risultati. Al suo posto, è arrivato, a reintegrare il nostro organico, il tenente Gilberto Gerli, classe 1991, al suo primo incarico dopo aver frequentato l’Accademia. Questa esperienza lo formerà profondamente e getterà delle basi solide per poter affrontare la sua carriera futura che gli auguro sia brillante>>.

Da poco più di un mese si è insediato a Gela il nuovo sindaco, l’ingegnere Domenico Messinese. Avete avuto modo di confrontarvi e di progettare un lavoro di collaborazione per l’immediato futuro?

<<Già dal giorno successivo al suo insediamento, il sindaco Messinese mi ha contattato, mettendosi a nostra disposizione per qualsiasi accertamento. C’è stata sin da subito una proficua collaborazione. Ci sono delle indagini in corso relative all’attività pubblica locale. Nei giorni scorsi, abbiamo effettuato un’acquisizione documentaria legata all’emergenza dei rifiuti. Il mio auspicio è che, al di là delle responsabilità personali, che possono, o meno, derivare da quello che è stato fatto fino ad ora, il sindaco e la sua giunta lavorino per la città, concentrandosi su quanto c’è da fare a partire da oggi fino in avanti, perché è a questo compito che sono stati chiamati dai cittadini mediante il voto. Non bisogna soffermarsi troppo sui possibili errori passati, ma essere attivi e propositivi, al fine di progredire nella gestione della cosa pubblica. Eventuali incongruenze verranno accertate dalla polizia giudiziaria e dalle autorità competenti. E’ importante, però, non dimenticare che Gela è una realtà grande e complessa, che ha bisogno di essere gestita nel modo giusto, specialmente in questo periodo di transizione da quella che era la città industriale, a questa nuova dimensione, che non vede più al centro dell’economia locale la raffineria, al momento messa un po’ in disparte, in attesa delle procedure di riconversione. Questo tipo di attività va seguita anche dal punto di vista sociale, così come va tenuta per le redini l’amministrazione di tutta la città>>.

 

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