Legge “Delrio” sì, purché si rispettino le garanzie presentate dai Comuni

La legge Delrio non trova contrarie le comunità rappresentate, se sono fatte salve le iniziative che i Comuni hanno condotto, ovvero vengano garantite le scelte di migrazione effettuate e venga mantenuto l’impianto originario di tre città metropolitane e nove liberi consorzi. È quanto è emerso nel corso di un incontro che si è svolto al Palazzo dei Normanni fra il Presidente dell’ARS Giovanni Ardizzone, Giuseppe Federico, promotore dell’incontro, Filippo Miroddi, sindaco di Piazza Armerina, Giacomo Purrazzo, sindaco di Capizzi, Salvatore Alfarini, Consigliere di Piazza Armerina e una rappresentanza del Comitato per lo sviluppo dell’area gelese, presieduto da Filippo Franzone e alcuni componenti del Comitato Pro Referendum di Piazza Armerina, diretto da Salvatore Murella. “Prendo atto delle legittime richieste dei rappresentanti dei Comuni presenti”, ha risposto Ardizzone a seguito delle richieste di “garanzia” esposte durante l’incontro. I componenti del Comitato per lo sviluppo dell’area gelese hanno ricordato che già nel 2010-2011 era stata condotta la prima proposta di Legge popolare, supportata da quasi diciannovemila cittadini-elettori, per dare autonomia all’area gelese, proposta non accolta dal Parlamento Regionale. “Oggi – si legge in una nota del Comitato – completato l’iter della legge 8 del 2014 per la costituzione dei Liberi Consorzi, non si può nuovamente mortificare i territori siciliani che hanno democraticamente e liberamente scelto un nuovo ente intermedio”. Assenti all’incontro per impegni istituzionali Angelo Fasulo, sindaco di Gela e Francesco La Rosa, sindaco di Niscemi. Entrambi, concordi con la linea del Comitato per lo sviluppo dell’area gelese e coi presenti, sono stati raggiunti telefonicamente.

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