Lei malata di schizofrenia, il marito chiede annullamento del matrimonio

Sebbene il codice civile stabilisce che il matrimonio può essere annullato qualora un coniuge sia affetto da malattia fisica o psichica che impedisca lo svolgimento della vita coniugale, l’impugnazione è invece negata se, già prima delle nozze, il partner era a conoscenza di tale patologia. Lo ha chiarito il Tribunale di Caltanissetta in una recente sentenza, che ha reso noto solo oggi il Sole 24 Ore. L’uomo aveva chiesto che il proprio matrimonio fosse dichiarato invalido, sostenendo che il suo consenso era viziato da errore essenziale sulle qualità personali della moglie. Ciò perché solo successivamente al “sì” aveva scoperto che da diversi anni la moglie soffriva di schizofrenia.
Chi chiede l’annullamento del matrimonio, quindi è tenuto a dimostrare al giudice che la malattia non esisteva già prima delle nozze e che lui non ne era a conoscenza.  Solo l’errore sull’esistenza della patologia, e non quello sulla sua gravità, potrebbe dar luogo ad annullamento del matrimonio. In presenza, per esempio, di sintomi lievi, che non rendano percepibile la malattia si può parlare di un errore “giustificabile” perché comportante l’ignoranza sull’esistenza stessa della malattia.  Diverso è, invece, il caso di chi sminuisca il la gravità di una patologia già accertata e lamenti di non averne potuto prevedere, prima delle nozze, il peggioramento. Se così fosse, infatti, si arriverebbe a giustificare l’annullamento di un matrimonio solo se il problema alla salute del coniuge superi una determinata soglia “di sopportazione” dell’altro. Invece, chi conosce la malattia deve valutare, in anticipo, prima del “sì” sull’altare, anche le possibilità di un suo peggioramento. 
 

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