Leo utilizzato come palla dai ragazzini di via Tevere. Salvato da “Il mondo di Pluto”

Con Leo giocavano a palla, i ragazzini del quartiere di via Tevere. Il piccolo meticcio, un cuccioletto di alcuni mesi, è stato salvato dai componenti dell’associazione animalista gelese “Il mondo di Pluto”. Quello di Leo non è un caso isolato, purtroppo si ripetono spesso gli episodi di violenza su animali indifesi, spesso ad opera dei bambini e degli adolescenti. Le compagnie animaliste, si danno un gran da fare in città per recuperare tanti piccoli randagi abbandonati, a cui danno assistenza e ospitalità, per poi avviare  per loro una campagna di adozione. Il mondo di Pluto è una di queste. Esistente dal 2009, l’associazione ha fatto adottare fino adesso circa 60 cani. “Sono, maggiormente, le famiglie del nord – ha detto Maria Pia Paruzzo, presidente dell’associazione – ad adottare i cani, anche se non mancano gelesi e siciliani  sensibili all’adozione. Grazie all’utilizzo del social network i cani a cui noi diamo cura e ospitalità, vengono proposti a tutta Italia”. Il problema dell’associazione, così come per le altre esistenti in città, è lo stallo. “I cani ritrovati, vengono ospitati da noi, nel giardino delle nostre case. Anche se nell’ultimo periodo, grazie al sig. Gaetano Greco, di Ambiente Italia, i cani trovano alloggio anche lì”. Quello che chiede l’associazione, è un maggior aiuto da parte dell’amministrazione, in quanto i cani ritrovati, in attesa di adozione, vengono curati e vaccinati, oltre che nutriti. “Questo – ha detto Maria Pia – è, per esempio, il periodo in cui abbiamo bisogno di tanti antiparassitari per proteggere i nostri animali dalle zecche. Alcuni veterinari del luogo hanno sempre mostrato grande sensibilità  e generosità nei confronti di questi trovatelli e si sono sempre messi a disposizione” É  ovvio che le associazioni debbano  essere sostenute, per aiutarle a combattere quel fenomeno che è il randagismo, e per evitare che i cani vadano a finire nei canili, dispendiosi per le casse comunale, ma anche luogo in cui i cani rimangono in gabbia, e per cui raramente vengono avviate attività di adozioni. 

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