Liberi consorzi: “Gela chieda un rimborso spese e risarcimento danni per il referendum”

Torna a far sentire la propria voce il comitato Gelensis Populus sulla complicata vicenda dei Liberi Consorzi, chiedendo al Parlamento siciliano un rimborso economico per il referendum, che per l’area gelese equivarrebbe a duecentomila euro di spese vive e il risarcimento per i danni morali recati alla città. I componenti del coordinamento civico gelese si scagliano contro i ritardi relativi all’approvazione da parte del Governo siciliano della legge che avrebbe dovuto decretare il passaggio di Gela al Libero Consorzio di Catania. “Questi ritardi – scrivono in una nota – facevano emergere che qualcosa di poco chiaro stesse accadendo nei palazzi palermitani. Era ovvio capire che la battaglia sui Liberi Consorzi si giocasse all’ARS e proprio lì bisognava avviare una politica di mediazione per salvaguardare gli interessi del territorio. Attraverso il nostro ciclo di incontri con vari parlamentari, abbiamo constatato che il Governo Regionale, supportato dal placito consenso del Parlamento, stava cercando una strada artificiosa per annullare l’iniziativa democratica intrapresa dai Comuni dell’area gelese. La Regione, spiazzata dai referendum di Gela, Niscemi e Piazza Armerina che fin da subito hanno destabilizzato le province di Enna e Caltanissetta, sembra voler correre ai ripari annullando tutto, per passare alla legge Delrio”. I componenti di Gelensis ritengono che ciò che sta avvenendo sia un oltraggio alla democrazia “perché non solo calpesta le scelte volute dai cittadini, ma provoca anche degli inutili aggravi economici sulle casse di quei Comuni coinvolti dal pasticciato iter della legge sui Liberi Consorzi”. “La Regione Siciliana – continuano i componenti – decreta la morte dell’area centro meridionale dell’isola per mantenere i privilegi quasi di natura ereditaria dei vecchi capoluoghi di provincia. Le città dell’area gelese non potranno far finta di niente, sarà loro diritto, in primis, chiedere il risarcimento dei danni economici per avere avviato dei referendum immotivatamente annullati e avanzare il risarcimento dei danni morali per il mancato raggiungimento dell’autonomia territoriale e gestionale”. Gelensis Populus, dunque, chiede alle Amministrazioni coinvolte in questa brutta storia di procedere attraverso una battaglia legale contro la Regione, avvalendosi dell’assistenza di un buon avvocato costituzionalista capace di far valere i diritti del territorio. 

 

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