Licata, al Teatro Re con Illuminazioni il trionfo della Commedia dell’Arte

Licata – Non sono state tradite le attese. Illuminazioni, Pastiche in due scene ed una danza, la nuova produzione concepita e scritta da Nicola De Domenico, rappresentata per la prima volta al Teatro comunale Re Grillo di Licata, con la regia di Anna Sica ha incassato in due serate tanti applausi. Illuminazioni oltre ad un eccellente interpretazione di Nicola De Domenico, nei panni del Dottor Peppino Graziano Maggiore, ed una superba performance di Ireneo Moscato (Candido Pacifico), ha visto l’esibizione della grande coreografa e danzatrice butoh, Sayoko Onishi, magistrale nella danza di repertorio Primavera Siciliana.

C’è tutto in questa produzione della Compagnia dell’Arte di Nicola De Domenico, Ireneo Moscato e Anna Sica: ironia sul mondo accademico, della comunicazione e pubblicità, della sanità. C’è anche la voce fuoricampo a tratti urlata di Anna Sica che si autoproclama Allabibbissi, tanto per citare la tv pubblica inglese BBC. Bravi dicevamo anche gli altri protagonisti di Illuminazioni da Daniele Prestigiacomo (Trabante), a Gabriele Iapichino, medico licatese per la prima volta sulla scena, infatti interpretava se stesso, a Ludovico Rajata, maestro, ma non tanto, in televendite via Skype, a Ludovico Rajata (Cavalier Vico Televendoetelodico), ai più piccoli ma molto espressivi Luca Moscato e Camillo Cammalleri.

L’azione, introdotta da un prologo recitato da Anna Sica, ha un carattere fiabesco e, attraverso due episodi o scene, una comica ed una lirica, rappresenta la storia della formazione, con tanto di mazzetta oltre il pagamento anticipato di uno sprovveduto naif che vuole andare all’Isola dei Famosi.

Per raggiungere l’obiettivo si affida ad un grottesco demiurgo metà mago e metà impostore. Candido viene trasformato da Dottor Graziano, in un sensibilissimo e visionario poeta. E dopo questa trasformazione che porta sul palco un Ireneo Moscato davvero consapevole dei suoi mezzi e perfetto nella mimica, nel porgersi al pubblico sia nella prima che nella seconda scena, arriva Sayoko Onishi, riconosciuta e ricercata star internazionale.

C’è del magico in quello che la danzatrice giapponese riesce a fare con il proprio corpo. Lo muove fino all’inverosimile, si denuda e porge tutta la sua forza con grazia al pubblico. La musica che l’accompagna è a tratti sussurrata a tratti violenta fino a quando la coreografa non aumenta il tono e fa respirare l’aria di casa nostra. C’è il canto di Rosa Balistreri, la cuntastorie nata a Licata che ha portato nel mondo il grido di dolore della terra di Sicilia.

Uno spettacolo ricco per chi sa vedere oltre. Con un fine nobile: far rivivere la commedia dell’arte. La Compagnia di De Domenico, Moscato e Sica scrive anche nel programma di sala che “il sistema delle sovvenzioni pubbliche ha imbarbarito e impoverito il Teatro”. Per questo la Compagnia dell’Arte si autofinanzia. Lo spettacolo infatti oltre gli incassi delle due serate e il sostegno degli sponsor non ha avuto nessun aiuto. Anche per questo tutti meritano un applauso.

Le foto di alcuni momenti dello spettacolo sono di Angelo Di Falco

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