Licata, indigente con un coltello minaccia l’assessore Daniele Vecchio

Licata- Ancora un episodio violento che riporta Licata al centro della cronaca nazionale. L’avvocato Daniele Veccio è stato minacciato con un coltello da un indigente. Il titolare del dicastero del Comune di Licata, ai servizi sociali, cultura e pubblica istruzione,braccio destro del sindaco Angelo Cambiano, era  nella stanza del primo cittadino nel Palazzo di città  per un incontro con i dirigenti del Licata calcio, quando un indigente quarantenne, che chiedeva aiuto per la sua famiglia,  lo ha minacciato. L’uomo è stato bloccato dalla polizia ed è stato portato in Commissariato. E’ il secondo episodio nel giro di pochi mesi. Il 24 febbraio, il sindaco Angelo Cambiano, sempre in Comune, è stato colpito al volto con una testata che gli fratturò le ossa nasali da un pescivendolo che chiedeva un contributo economico. Il 9 maggio, invece, è stata incendiata la casa di campagna del padre del capo dell’amministrazione. Sul suo profilo Facebook l’Assessore Vecchio ha scritto un lungo messaggio alla cittadinanza che riportiamo integralmente.

“Purtroppo, come molti sapranno, ieri mi sono trovato coinvolto, mio malgrado, in una situazione poco piacevole.Quanto accaduto mi pone innanzi ad una serie di riflessioni che voglio condividere con voi.
La Città sta attraversando una fase di tensione che ha fatto cadere ogni genere di freno inibitorio, agevolando il sorgere di una cultura della violenza che quasi mai nella storia, salvo rarissimi casi, ha prodotto risultati edificanti.
Siamo tutti esseri fallibili e l’operato di chi amministra deve poter essere giudicato con i modi e con i termini di una civiltà democratica che dovrebbe caratterizzare il nostro presente.
Eppure, ancora oggi, si rischia in prima persona e chi amministra è esposto ad una serie di fattori di rischio a volte intollerabili.
Gli amministratori, buoni o cattivi che siano, appartengono a tutti, così come i consiglieri e la cosa pubblica e nei loro confronti occorrerebbe, forse, un po’ più di rispetto.
Non vi nascondo e non lo nascondo a me stesso che spendersi per la città, esposti a tali episodi e rischiando quasi quotidianamente la propria incolumità, non è cosa semplice. Tuttavia, come diceva la mia insegnante di greco “la vita non è bella se non è problematica” e questa complessità rappresenta probabilmente la cifra del fascino che racchiude l’esperienza amministrativa ed insieme uno stimolo ad andare avanti.
Voglio ringraziare tutti coloro, e siete davvero tanti, che hanno fatto sentire sin da ieri la loro vicinanza: le forze dell’ordine, il Sindaco che subito si è preoccupato di raggiungermi, gli altri componenti della Giunta, i Consiglieri che senza la solita fluttuante distinzione opposizione/maggioranza mi hanno rivolto un loro pensiero, il Presidente del Consiglio, gli amici e tutti i cittadini che mi hanno manifestato il loro sgomento per l’accaduto.
Forse, episodi di questo genere, per quanto non auspicabili, hanno la capacità di avvicinare le parti sane della città ad una riflessione più attenta muovendo, persino al di là di ogni divisione politica, le coscienze di tutti e facendo reagire chi nella propria vita o nella propria attività lavorativa vive un momento di difficoltà”.

Messaggi di solidarietà sono arrivati all’assessore Vecchio da tutte le per parti politiche e dai rappresentanti delle istituzioni.

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