Licata, Palazzetto Fragapane ancora chiuso, interviene l’Adic: 500 ragazzi costretti ad allenarsi altrove

Il palazzetto dello sport Nicolò Fragapane ancora chiuso a causa  di documenti che non permettono la dovuta apertura regolare. Stavolta è intervenuta con dure affermazioni l’associazione Adic, presieduta da Antonino Amato,  al fine di risolvere nel modo più rapido possibile la situazione.

«Torniamo a parlare nuovamente del Palazzetto dello Sport “Nicolo Fragapane”, struttura sportiva che o è stata chiusa con un provvedimento basato sul nulla, grazie anche al pressapochismo della burocrazia comunale, che non faceva altro che rimbalzarsi le responsabilità ( vedi Ufficio Tecnico e Ufficio Patrimonio).

In altre parole, pur non essendoci alcun supporto documentale, dato che tutto il carteggio relativo al Palasport non si è trovato, hanno dichiarato inagibile la struttura! Ribadiamo che nel mese di ottobre 2017 era stato concesso il pieno utilizzo della struttura alle cinque società sportive ed appena due mesi dopo è stata revocata la concessione senza solidi motivi.

Finalmente il Comune, grazie anche ai solleciti delle cinque associazioni sportive e dell’ADIC, incaricava una società ingegneristica affinche valutasse le condizioni dell’edificio. Il responso è stato positivo: dalla relazione depositata in Comune è emerso che il Palasport dal punto di vista statico è a posto.

Oggi l’unico ostacolo alla riapertura del Palasport  è rappresentato dall’adeguamento dell’impianto elettrico e di quello antincendio. Sistemate queste due cose, il Palazzetto potrá essere restituito alle cinque associazioni sportive, ponendo fine agli innumerevoli disagi cui stanno andando incontro oltre 500 ragazzi e famiglie che fanno parte o gravitano attorno alle suddette società impegnate nei campionati sportivi.  Occorre peraltro sottolineare che molti ragazzi, a causa della chiusura del Palasport, sono costretti ad allenarsi dalle ore 21:00 alle 23:30 circa presso strutture terze e poco adeguate, e che tutte la partite di campionato da disputare “in casa” si svolgono in trasferta, ospiti di strutture di altri comuni.

Finalmente abbiamo letto sul quotidiano “La Sicilia” (edizione del 14/4/2018) che l’impianto elettrico sarà rifatto e che il responsabile unico di tutto il procedimento è il sig.  Gaetano Incorvaia, che l’importo dei lavori previsti ammonta ad €. 62025,11, di cui quasi €. 50000,00 a base d’asta, 1000,00 per oneri di sicurezza e 12000,00 per somme a disposizione dell’amministrazione. Il progetto é costituito da una relazione illustrativa, l’elenco di prezzi, il quadro economico, il computo metrico estimativo, il capitolato speciale d’appalto, lo schema di contratto, la relazione tecnica, schemi quadri e planimetrie.  Il fine che il contratto di appalto intende perseguire è quello di provvedere alla messa in sicurezza del Palasport e il suo adeguamento alle vigenti disposizioni di legge. La somma è stata impegnata nel capitolo di bilancio relativo a “Spese gestione patrimonio disponibile: manutenzione immobili ed impianti. Connotati con i crismi dell’impegno urgente ed indifferibile”.

Detto questo, abbiamo anche letto che i tempi non saranno brevissimi, perché siamo alle battute iniziali e dovranno essere  espletati tutti gli adempimenti burocratici necessari.

Ma abbiamo anche letto che il sistema di gara a “procedura  aperta” adottato è uguale a quello che è stato utilizzato per aggiudicare il servizio di riscossione dei tributi locali, che nell’arco di quindici giorni è stato aggiudicato! Quindi se per appaltare quel servizio sono bastati 15 giorni non capiamo perché non potrebbe bastare lo stesso arco di tempo  per appaltare i lavori di sistemazione dell’impianto elettrico, in modo che a settembre il Palazzetto possa essere riaperto e finalmente restituito alle cinque società sportive che tanto stanno patendo.

Quindi se c’è la volonta reale, in primis della burocrazia (l’Ufficio Tecnico dovrà essere molto solerte) ed in secundis della politica, a settembre, lo ripetiamo,  il Palasport potrá essre riaperto e restituito agli aventi diritto.

Detto questo, l’ADIC chiede a gran voce che finiscano gli atteggiamenti dilatori, perchè se si vuole e c’è l’impegno il Palazzetto  dello Sport “Nicolò Fragapane” può essere restituito alla città in brevissimo tempo.