Licata piange Calogero Graci l’indimenticabile pizzaiolo

Licata – Impossibile non ricordarlo sorridente dietro il bancone della sua pizzeria. Accanto al forno con cui ha trascorso per decenni tantissime ore. Licata piange uno dei suoi figli più modesti e capaci. Titolare per tantissimi anni della Pizzeria Odeon (oggi chiusa) che aveva fondato in via Gabriele D’Annunzio a pochi metri dalla Chiesa del Patrono Sant’Angelo. E’ stato il punto di riferimento negli ottanta per tantissimi adolescenti che trascorrevano ore in quel locale piccolo ma pieno di calore.

Calogero Graci

Lo chiamavamo tutti Calorio o Calò, un modo più intimo per evitare il pomposo Calogero o il diminutivo Lillo. Indimenticabili le sue patate al forno o le insalate russe che precedevano l’arrivo della pizza fumante. Nel frattempo si poteva parlare di calcio, di musica e di tutto lo scibile umano. Calogero Graci (in pochissimi conoscono il suo cognome) aveva sempre una parola buona per tutti. E se per caso la pizzeria era piena riusciva a creare una turnazione tale che nessuno usciva insoddisfatto.

Nessuno rinunciava alla sue pizze, ma soprattutto al suo sorriso sempre benevolo e pieno di affetto. Mi era capitato di incontrarlo qualche volta per strada e gli avevo manifestato il mio disappunto per la sua scelta di chiudere la pizzeria. Era un’istituzione in città. “Ci si stanca a fare il mestiere di pizzaiolo – mi aveva detto – e io adesso mi sto riposando”.

Calogero Graci in pizzeria

Accanto a lui c’era sempre la moglie Dina Gibaldi. Un brutto male ha portato via un pezzo della nostra vita.

Non ha permesso a Calorio di godersi la meritata pensione, un uomo buono e affettuoso, un padre straordinario di Vincenzo e Angela, un suocero amato da Elisa e Alessandro e un nonno adorato dei piccoli Andrea e Alessio.

Mentre scriviamo queste poche righe di ricordo sentiamo la sua voce cavernosa, rammentiamo le sue battute, rivediamo il suo sorriso. Vorremmo abbracciarlo adesso per dirgli quello che stiamo scrivendo e che mai abbiamo avuto il coraggio di fargli sapere quando era in vita. Accade sempre così. Ma quei suoi occhi incredibilmente comunicativi captavano il nostro affetto e la nostra stima. Grazie Calò per la tua semplicità, il tuo stile e la tua storia piena di sentimenti veri. Sarà difficile dimenticarti e quando passeremo da via Gabriele D’Annunzio penseremo alle tante risate che abbiamo fatto insieme, ma anche a tutte quelle buone pizze che abbiamo digerito e che tu firmavi con grande maestria.

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