Licenziamenti Turco Costruzioni, solo per lavoratori di Gela. Interviene Cgil, Cisl e Uil

Se qualcuno pensa, imprenditori inclusi, che i lavoratori ed il sindacato provano piacere a presidiare le strade di accesso all’area industriale si sbagliano e risulta offensivo oltre che provocatorio solo il pensiero. ”

Questo quanto dichiarato da Cgil, Cisl e Uil, che interviene sullo sciopero che assieme ai lavoratori della Turco Costruzioni conducono una protesta per i licenziamenti annunciati dalla società, oltre che i ritardi nei pagamenti degli stipendi.

“Una importante e storica società edile chiamata Turco Costruzioni da mesi è un ritardo con gli stipendi e tanti altri diritti verso i lavoratori tanto da avere da mesi il DURC irregolare ed avere le commesse sospese da parte di ENI, con grande danno alle tasche dei lavoratori ed all’economia già provata di un’intera città. La Turco Costruzioni solo nel mondo Eni  in Italia ha circa 200 dipendenti ed a soffrire sono solo quelli del sito di Gela. Malgrado tanti incontri, anche in Prefettura, la Turco Costruzioni ha erogato qualche acconto e nessuno dei lavoratori può entrare in raffineria per lavorare. Questa è la vertenza, i licenziamenti sono 36.”

“Noi  CGIL CISL UIL, insistiamo affinché i 36 lavoratori possano  essere da subito ricollocati con ENI, maggiore associato di Confindustria, che si convinca ad anticipare alcune opere civili in attesa del l’aggiudicazione del appalto per la costruzione di Argo cassiopea che occuperà circa 40 lavoratori edili , oltre il cantiere ISAF gestito da Syndial che occuperà 50 lavoratori edili oltre che metalmeccanici. ”

I segretari della Cgil, Cisl e Uil, Ignazio Giudice, Salvatore Gallo e Maurizio Castania, assieme ai segretaricategoria edile (Cosca Iudica Didio)ritengono assurdo “che in questa fase storica, nella quale si sta ottenendo la firma ed il finanziamento dell’accordo di programma da parte del Governo Regionale, l’Eni non aiuti il percorso di serenità nelle interlocuzioni. ”

“Il momento è difficile ed anche per tale assodata ragione invitiamo alla responsabilità sociale ENI e le parti datoriali perché noi siamo consapevoli che così non si può continuare e lo diciamo da tempo con estrema trasparenza. Otteniamo il lavoro e con esso la dignità senza creare conflitti e nuove correnti di pensiero. Gela ha bisogno di consolidare la continuità lavorativa per chi ha il lavoro e pensare ai disoccupati, dalla manodopera all’alta formazione. ” Hanno concluso.