L’Inganno di Sofia Coppola consegna il potere alle donne

Ci ritroviamo nella Virginia del 1864, al centro della Guerra di Secessione americana. L’inganno di Sofia Coppola segue la struttura narrativa del libro di Cullinan da cui è tratto.

Un ufficiale dell’esercito (Colin Farrell) viene ritrovato esanime da una signorina di un istituto “per signorine” retto da Miss Martha Farnsworth (Nicole Kidman). La donna è dapprima indecisa sul riconsegnarlo o meno ai soldati della Confederazione, cambierà idea e si renderà disponibile a nasconderlo fino alla sua totale ripresa.

Ci presenta un gineceo la Coppola, un gineceo represso dove l’avvento del caporale verrà vissuto con sentimenti contrastanti da ognuna delle sue componenti.

Tra eccitazione, curiosità, tensione ed estremo contegno. Rinchiuse in questo collegio le sue abitanti vivono di estenuanti rituali, la preghiera, le lezioni di musica, quelle di francese. L’ arrivo del caporale le metterà di fronte ad una pesante dicotomia e della propria identità e della turbolenta adolescenza, appena risvegliata.

Il fattore esterno che fa saltare gli equilibri preconfezionati di una cattività a cui le abitanti del collegio si sono arrese. Il caporale aprirà le porte della sensualità, della femminilità repressa e negata.

Tutte tenteranno di negare i loro moti d’animo, tutte nel loro personale modo. L’epilogo è la distruzione del nemico, di Eros se proprio vogliamo e il cancello dell’immensa casa padronale si richiude sui loro volti, simbolo di prigione, di segregazione. Ha il sapore di sconfitta, la chiusura e il ritorno in quel mondo castrante ma “sicuro”.

Il film è lento e ha pesanti cali di ritmo, Colin Farrell non brilla e appare un tantino imbambolato.

L’Inganno a tratti diverte e lo fa con intelligenza senza mai essere volgare e senza scialacquare i suoi personaggi. La fotografia ricorda il cinema francese un pò patinato e costantemente in penombra.

Non credo sia il miglior film della Coppola, possiede una splendida regia ma deboli mi sono apparsi i focus e le contrapposizioni sulla visione delle donne, tutte di età diverse, sugli eventi che le coinvolgono.

Nel L’Inganno il potere va alle donne ma è opaco.