Lo sbarco americano a Gela, e il sacrificio del soldati in un incontro all’ex Chiesa S. Giovanni

Quest’anno la città di Gela vuole commemorare non solo il 75esimo anniversario dello Sbarco anglo-americano avvenuto il 10 luglio del 1943, ma anche i tanti soldati che hanno sacrificato la loro vita da ambo le parti credendo e obbedendo.

Subito dopo lo sbarco degli anglo-americana nell’ Isola, i primi soldati italiani fatti prigionieri furono utilizzati come scudi umani per coprire l’ avanzata del generale Patton nell’ entroterra. Un’ inedita rivelazione che a distanza di 68 anni, proprio nel 2011,  riaffiorava da un foglio di carta velina ingiallito, posto all’ interno di un faldone dell’ Archivio dell’ Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’ Esercito italiano, ritrovato  da uno studioso di storia gelese, Nuccio Mulè, al quale non è sfuggito un particolare del lungo resoconto scritto dal generale Orazio Mariscalco, comandante della XVIII brigata costiera, che parla proprio di quella  sera del 10 luglio 1943,

Per venerdì 1° giugno alle ore 17:30, ci sarà un incontro nell’ex chiesa di San Giovanni dove tra l’altro proprio il prof. Nuccio Mulè  parlerà della Battaglia di Gela, battaglia che ha visto proprio qui l’epicentro di vicende mondiali, dove la storia di Gela divenne storia nazionale e la storia nazionale e mondiale si fece storia gelese.

Altri relatori saranno il prof. Roberto Tufano che tratterà Dallo sbarco del ’43 allo sbarco dei nostri giorni.

Introdurranno gli ospiti l’assessore alla cultura Valentino Granvillano, la prof.ssa Angela Scaglione, presidente di Unitrè Gela e i presidenti di altri Club Service della città.