Lo Scarabocchio di Cinzia Nazzareno alla Mondadori di Gela.

Sono giorni questi in cui in tutta Italia si celebra il Gay Pride, manifestazione del sentimento di orgoglio per le proprie scelte ma soprattutto per il proprio orientamento sessuale.

Il nuovo romanzo di Cinzia Nazzareno, Lo Scarabocchio, parla proprio di scelte.

Ambientato nel villaggio di Olmo, villaggio che ricalca i tanti paesini dell’entroterra siculo sul finire degli anni 70, bigotto, chiuso, pieno di pregiudizi.

La Nazzareno affronta tematiche attuali presentandoci un protagonista  e il suo difficile rapporto con la propria identità sessuale di donna intrappolata nel corpo di un uomo.

La diversità dunque più volte presa di mira, svilita o messa in un angolo. Diversità sessuale che spesso viene associata a deviazione.

Il romanzo ha una collocazione geografica tutta siciliana come del resto è la sua scrittrice e il villaggio da lei descritto può con facile analogia essere Niscemi, paese natio della stessa.

In realtà il tema si presta a tutte le latitudini e continua ancora oggi, non solo negli anni 70, a far discutere, ad aprire dibattiti, a dividere piuttosto che unire e riconoscere ciò che la diversità dovrebbe invece stimolare: la conoscenza, la ricchezza che risiede nell’altro.

Si è parlato di presunta normalità e diversità, stasera,alla Mondadori di Gela.

“Lo scarabocchio”  comincia con la storia di una studentessa universitaria e della sua nonna. Albina, ormai alla fine del suo percorso universitario, deve scrivere una tesi incentrata sulla documentazione di tre fatti particolarmente cruenti e sullo studio sociologico delle reazioni legate a questi avvenimenti.

Parte da Olmo, il paese in cui è nata e cresciuta  e comincia la stesura della sua tesi, aiutata dalla nonna che riesce a coadiuvarla nelle vicende in cui la famiglia Alletta è coinvolta.

Un’esistenza scandita da “normalità” quella della famiglia Aletta, normalità che comincia a vacillare quando l’ultimogenito inizia a mostrare un orientamento sessuale diverso da ciò che la sua famiglia, la società si aspetta da lui. Costretto all’esilio  nella capitale,  Gianni detto Genny andrà alla ricerca dell’amore vero.

L’incontro è stato moderato dalla docente Grazia Cannadoro.

 

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