Lo Stato continua a tagliare e il bilancio dell’isola va in tilt. Ieri conferenza stampa di Crocetta

Solo ieri Rosario Crocetta  ha capito che il suo governo sta andando a rotoli. A causa dei tagli romani, che lui ha sempre sostenuto, per far quadrare i conti 2015, dovrá licenziare migliaia di persone. Tra l’altro lo stato il prossimo anno taglierà alla Sicilia un altro miliardo di euro, mandando in tilt il bilancio 2015. Non sappiamo se a convincere Crocetta a convocare, ieri, una frettolosa e confusa conferenza stampa sia la delusione che ha preso a Roma sull’emergenza rifiuti (il governo nazionale, per la seconda volta, ha detto no alla nomina del governatore dell’Isola commissario per la gestione emergenziale dei rifiuti: e ha detto per la seconda volta no perché, come ha spiegato ieri in una lunga nota su Facebook il docente universitario Aurelio Angelini, una delle massime autorità in questo settore, in Sicilia non c’è alcuna emergenza rifiuti, ma solo una confusione creata artatamente), o se il il governatore si sia reso conto che in tali condizioni il bilancio 2015 non può essere approvato.  Lo stesso Crocetta, ieri, ha ammesso di aver massacrato di tagli i siciliani. Ormai, nella nostra sempre più disastrata Isola, le categorie sociali più o meno legate alla Regione rimaste senza soldi non si contano più. Per quanto riguarda la sanitá, la Regione, il prossimo anno, potrebbe non avere a disposizione i sei miliardi e mezzo di euro circa che occorrono per far funzionare questo settore centrale della vita pubblica siciliana. Certo, nello schema di Bilancio 2015 lo stanziamento, sulla carta, c’è: ma sono in tanti a dubitare della materializzazione di questa somma. 

 

 

Articoli correlati