Lorefice: il sindaco chieda ai cittadini se hanno votato lui o il Movimento cinque Stelle

“Che il sindaco chieda alla città se è stato votato lui o il Movimento cinque stelle”. Questo quanto ha affermato l’ex assessore Pietro Lorefice, che ha mostrato il suo rammarico per aver “deluso chi li ha votati”. “Credevamo fermamente in un cambiamento, ma le scelte personali e non condivise del primo cittadino hanno continuato a danneggiare la città”. L’ex assessore, e primo dei non eletti al consiglio comunale, ha sottolineato come l’errore del meet up sia stato quello di non aver saputo valutare chi fosse realmente Domenico Messinese. “Sembrava una persona ragionevole e moderata, invece una volta diventato sindaco si è trasformato in accentratore e dittatore, assumendo una posizione antidemocratica, e prendendosi i meriti della vittoria”, ha detto Lorefice. L’ex assessore ha ribadito come mancasse il “confronto con il sindaco che ha assunto fin dall’inizio posizioni preconcette”. “Venivamo a sapere le sue decisioni dalla stampa”, ha riferito Lorefice. “La cosa che mi dà più fastidio è aver dato all’ex sindaco e al pd, che per trent’anni ha governato la città distruggendola, la possibilità di addossarci delle colpe sull’attuale situazione che la città sta vivendo, colpe che indubbiamente non abbiamo”. Pietro Lorefice è un attivista storico del movimento cinque stelle in città, e si è dato un gran da fare, con il resto del Meet up  cittadino durante la campagna elettorale per far votare il” cambiamento” che 22 mila gelesi hanno voluto fortemente. “Con proposte serie e aderente al programma cinque stelle, la città sarebbe cambiata”, tanti i punti su cui non  c’è stato il confronto con il sindaco, dalla questione Eni alle politiche sociali. “Adesso – ha detto Lorefice – non ci resta che riorganizzarci, intensificando l’attività per individuare nuovi obiettivi. “Un sindaco -continua Lorefice -autoritario e non autorevole, lontano dai prinicipi del movimento, che ha fatto finora scelte personali e non condivise, deve riconoscere che non fa parte  dei Cinque Stelle”. E ora che dovrebbe fare la città? È difficile scegliere tra un sindaco che è rimasto solo, e un commissario nominato dal presidente della Regione. “Noi crediamo alla democratizzazione e al confronto, sicuramente – ha riferito Lorefice – ci organizzeremo con incontri e non si escludono banchetti in giro per la città”. E i cittadini? Dovrebbero decidere loro se vogliono ancora il sindaco Messinee, o organizzare una manifestazione per chiederene le dimissioni. “La richiesta di dimissioni – conclude Lorefice – deve venire dalla città e non da noi, che potrebbe essere scambiata per rivalsa personale”.

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