Lost in the week-end. Il fine settimana tutto gelese

A conclusione della settimana, come ogni settimana, arriva il week-end, uno- due giorni di riposo, divertimento e svago al culmine delle occupazioni più o meno gravose dei cinque precedenti.
Nella ridente Gela però, week-end è sinonimo di generalizzato tedio tra le vie (o per essere più esatti la via) del centro, incorniciato da lamentele comuni e occasionali, guerriglie urbane che hanno per protagonisti, in un’alternarsi che pare quasi sincronico, quindicenni di quarant’anni e quarantenni di quindici.
La tendenza cittadina, si sa, è quella primitiva di colonizzare zone sempre diverse, abbandonando completamente le precedenti.
L’orda cittadina quindi si sposta, di quartiere in quartiere, lasciando la desolazione dietro di sé. Un tempo Caposoprano, poi il lungomare, Macchitella, l’ormai deserta Piazza Roma, e la più attuale Piazza Salandra.
A nessuno viene in mente di andare contro corrente? No. Inammissibile: “Sono tutti lì” e altrove “Non c’è nessuno”. È  assiomatico.
L’attuale insediamento si trova nel centro storico, più precisamente in via Rossini, una stradina stretta posizionata alle spalle della più ampia ma deserta via Umberto, in cui fanno capolino i due Pub più frequentati del momento.
La tendenza gelese è bizzarra: la strada infatti, di per sé già stretta, è resa ancora più angusta dalla morsa di automobili posteggiate da entrambi i lati della via, ed è ulteriormente animata da frequenti soggetti che coraggiosamente decidono di pascolare, non su due piedi ma su quattro ruote nell’angusto spazio rimanente, costringendo i pedoni a trattenere il respiro e aderire ai muri venendo bellamente insultati dagli impavidi automobilisti.
Dopo un paio di minuti, qualsiasi essere umano dotato di ragione arriva a concludere che per strada non è possibile bazzicare. I  più invocano accoratamente e a voce alta “ZTL!” almeno la sera. Almeno il fine settimana. Almeno una tantum.
Dentro i pub c’è qualcuno? Non è dato saperlo: la maggior parte dei frequentatori della  zona “Non entra”. I più di tendenza rimangono sulla soglia dei locali che secondo la concezione giovanile non è più un’area di passaggio che funge da Ingresso e uscita, bensì un luogo in cui stazionare gambe larghe, mano in una tasca e sigaretta nell’altra. Qualcuno deve passare? Alieno, viene rimbeccato e guardato male da tutti gli altri.
Ogni fine settimana insomma la popolazione di divide tra quelli che si annoiano, cioè tutti, e gli altri, e cioè tutti.
E’ doveroso dunque, in nome del sacro diritto allo svago e alla socializzazione -non meno importante di tutti gli altri diritti- auspicare, anzi pretendere di poter dare una svolta alla situazione.
Chiudere il traffico alle vetture, un po’ più d sicurezza e chissà che, assieme a questi accorgimenti, il buon gusto per il resto non venga da sé. 

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