M5S Gela: Votiamo SI, non è solo questione di ambiente ma anche di franchigia

Si è conclusa stasera al Tropicomed  la campagna “Giù le mani dal nostro mare”, portata avanti dal movimento cinque Stelle di Gela che sostiene il SI all’abrogazione della   norma che consente di estendere le concessioni che regolamentano l’estrazione di  gas o petrolio da piattaforme offshore già esistenti, collocate entro le 12 miglia marine dalla costa sino all’esaurimento del giacimento.  I componenti e gli ospiti che hanno spiegato le ragioni del Si, invitando tutti ad andare a votare, in quanto se vince il Sì (sempre che si raggiunga il quorum), non vuol dire come ha spiegato stasera Nuccio Di Paola, non ci sarà più petrolio, ma  ci saranno più controlli e più soldi per lo Stato. “La piattaforma Gela1 ha più di 50 anni e continuerebbe  a funzionare in tale stato, con il no”, ha detto Di Paola.  In poche parole maggior parte delle piattaforme quelle obsole potranno continuare a estrarre petrolio a estrarne poco e non pagare le tasse. “Non è – ha detto di Paola – solo un  problema ambientale ma anche di franchigia”. In Italia le Royalty pagate dalle compagnie petrolifere sono troppo basse pagate e le estrazioni tenute volontariamente sotto le soglie della franchigia per non dover versare troppo, piattaforme ‘zombie’ lasciate ad arrugginire nei mari italiani per non pagare i costi di dismissione. Inoltre le quantità di produzione sono infatti modestissime e i  pozzi andrebbero infatti smantellati secondo legge, con costi a carico di ha sfruttato negli anni quella concessione. “Vota SI per dire basta ad un modello di sviluppo economico legato alle fonti fossili e quindi ancorato agli anni ’50”, ha detto il consigliere Virginia Farruggia.  “l mare – ha detto Giudice – è anche una fonte infinita di energia rinnovabile basti pensare al moto ondoso”. Tanti gli ospiti che si sono susseguiti stasera al Tropicomed, quello più atteso è stato il famoso apneista Enzo Maiorca che ha sempre sostenuto che “il turchino, blu, azzurro, turchese, verde, sono e   devono restare i colori del nostro mare, un mondo meraviglioso abitato da creature straordinarie e per lo più ancora sconosciute. Non possiamo permettere che tutto questo vada perduto per una manciata di barili di petrolio”.