M5S: non risulta declassamento del porto di Gela. Quel “Sì” solo come paracadute per l’amministrazione

Excusatio non petita accusatio manifesta.“Dopo avere votato una atto a sostegno dell’amministrazione dichiara che lavora per il futuro della città.” Ma serve un impegno serio  e non falsi reclami. Questo quanto sottolineato dal gruppo consiliare Cinque Stelle, nei confronti dei consiglieri  che hanno votato Sì all’atto di indirizzo sul Porto di Gela, e considerati ormai “maggioranza del sindaco”. “Il  PD di Di Gristina, Reset 4.0, il Polo Civico, il Megafono e Forza Italia sostengono Messinese e votano in aula un atto di indirizzo infondato nel merito, tecnicamente inutile e politicamente destinato a fare da paracadute all’amministrazione, che qualunque cosa faccia ormai sbaglia la mossa. Lo vota forse senza consapevolezza e ledendo la dignità del consiglio comunale”. Ha comunicato il gruppo pentastellato che sottolinea come per la città di Gela che non risulti da atti formali alcun pericolo di declassamento del porto di Gela, che porto industriale rimarrà. “Quindi perché votare un atto su una questione che non esiste? Forse per distrarre la città dai problemi reali e dal lavoro poco chiaro dell’amministrazione? Sarebbe bene dare soluzioni complesse a problemi complessi.” Affermano i consiglieri 5 Stelle. “ Il porto industriale di Gela – affermano-  può essere oggi la porta dell’Europa sul Mediterraneo grazie alle sue strutture, già esistenti, da migliorare. Serve un impegno serio e non falsi proclami. Siamo a sostegno della portualità futura che si basa sulla costruzione di un sistema di comunicazioni infrastrutturali terra mare reali. Questa amministrazione – continuano – non ha mai lavorato per ottenere infrastrutture ferroviarie a sostegno del porto e della città, non esiste un incontro fatto in tal senso con gli organi competenti. Non basta dire la parola porto senza pensare alla movimentazione terrestre su rotaia. Non esiste un porto senza ferrovie efficienti.  Costruiamo -concludono – la portualità reale e non fantasie, perché la città è stanca dei giochi della vecchia politica”.

 

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