Macchitella: buttato vivo tra i rifiuti, lo salvano gli animalisti. Ma la legge lo impedirebbe

È stato trovato vicino i sacchi dei rifiuti come se fosse un oggetto vecchio di cui liberarsi. Invece era un essere vivente, un cuccioletto che era stato infilato dentro un sacco di iuta.

Il cagnolino è stato ritrovato a Macchitella da una animalista che è solita portare da mangiare ai randagi del quartiere.

Portato in un luogo sicuro, il cuccioletto è stato sfamato e dissetato. Adesso per lui diventa difficile l’adozione, come per tutti i cani randagi della città, visto che l’Asp nissena ha recepito il decreto dell’ex assessore alla salute della Regione siciliana, Baldo Gucciardi,  emanato lo scorso 3 novembre in tema di randagismo, e che prevede multe salate per chi salva un cane.

L’Asp di Caltanissetta assieme a quella di Agrigento, sono le uniche due sanità provinciali ad adottare il decreto.  I volontari delle associazioni animaliste  si sentono impotenti. Infatti prelevando un randagio, anzi un ’cane del territorio’ come lo è stato definito dalla legge, igli animalisti rischiano la  segnalazione e una multa che va da 86 a 520 euro.

“Il nostro cuore non conosce normativa ma solo amore”, ha detto l’animalista Maria Pia Paruzzo.

Se i volontari salvano dei randagi lo fanno per darli in adozione, ma siccome bisogna microchipparli, il veterinario che lo fa ha l’obbligo di segnalare all’Azienda sanitaria locale il nome di chi gli ha portato il cane affinchè venga emessa la sanzione. Le uniche deroghe a questa disposizione sono l’eventuale silenzio, del veterinario o l’inazione delle amministrazioni comunali.

Le associazioni animaliste di Gela aspettano ancora un in incontro con il vicesindaco Simone Siciliano per trovare insieme delle soluzioni che possa “raggirare” la disposizione regionale.

Gli animalisti lamentano la poca attenzione dell’amministrazioni comunale  e l’assenza di un canile in città. Inoltre i diversi animalisti che si occupano della cura dei randagi, temono che il rigore di questa norma metta a rischio la vita stessa dei cani. Queste disposizioni mettono fuorilegge privati cittadini e associazioni che sono mosse solo da compassione e senso civico e che finora hanno sopperito alle carenze delle strutture pubbliche.

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