“Per una madre” di Carmelo Sardo a Gela alla Libreria Mondadori.

È stato presentato ieri sera presso la Libreria Mondadori di Gela “Per una madre” di Carmelo Sardo. Le vicende raccontano le storie di Agata e Antonio già presenti in “Vento di tramontana”, questo nuovo romanzo, edito da Mondadori 2016, si può definire un sequel del precedente. Compare qui, di nuovo, l’ex capo mafia Carmelo Sferlazza. Sardo ci mostra l’altra faccia della realtà carceraria guardandola da un altro punto di vista, quello umano. Se con “Malerba”, Sardo racconta una Sicilia atavica e nascosta, con “Per una madre” racconta invece una Sicilia lontana dai soliti stereotipi, i sapori e gli odori si percepiscono nelle pagine di un libro sicilianissimo.

Sardo, seppur giornalista prima che scrittore, non usa scorciatoie giornalistiche per raccontare e raccontarsi mettendo a nudo se stesso e il lettore in un incontro con il proprio io e l’esistenza. “Per una madre” non si lascia abbandonare e tiene il lettore attaccato all’inchiostro, fa pensare e comprendere. Contiene potenti metafore e sul bisogno di riscatto insito in ognuno di noi e su quella sicilitudine tanto cara agli scrittori isolani che di questo sentimento sono stati testimoni indiscussi. “Per una madre” è anche romanzo sociale perché ci ritroviamo catapultati in un’indagine sull’esistenza che nulla ha a che vedere con i gialli contemporanei.

Nel personaggio di Antonio, figlio dell’ex capo mafia, nella sua scelta di ritornare in Sicilia c’è tutta la circolarità, il dolore, la sofferenza che è degli scrittori siciliani, il mito di Ulisse e il tema del ritorno come dovere, come destino. Il ritorno, la ricerca delle proprie radici, quasi a ricordarci il Fante di Chiedi alla polvere, perché solo chiedendo alla polvere si possono avere delle risposte, perché è nella polvere che si annidano i ricordi, il passato. Tornare in Sicilia perché, malgrado tutto, non si può farne a meno.

Intriso di metafore di consoliana memoria, il libro di Carmelo Sardo, è scritto con una lingua semplice ma piena. Tanti sono i simboli che si rincorrono e corrono lungo tutta la vicenda, come il labirinto da cui si può uscire o restare prigionieri, simbolo che ho intravisto nel percorso di Antonio che si trova in un’infelicità sociale e che nel suo personale labirinto può restare prigioniero oppure seguirlo, come farà, per prendere consapevolezza, non senza sofferenza, della sua condizione sociale.

La presentazione ha riscosso un notevole successo, nella stessa si è discusso anche dell’ultimo romanzo del giornalista/scrittore “Cani senza padrone” edito da Melampo. Qui Carmelo Sardo racconta l’organizzazione criminale in Sicilia, tra la seconda metà degli anni Ottanta e gli inizi degli anni Novanta. Il successo di questo scrittore non è casuale, Sardo è a mio modesto avviso una voce necessaria alla letteratura siciliana.