Malformazioni neonatali a Gela, nesso con inquinamento industriale. Apertura di Eni alla conciliazione

“C’è un nesso tra i casi di malformazione neonatale di Gela e inquinamento industriale. Ciò è emerso nella consulenza tecnica e medica effettuata dal collegio dei periti nominato dalla Procura della Repubblica del Tribunale gelese e composto da un ingegnere, un chimico e alcuni medici”. A dirlo è l’avvocato Lucio Greco Stamani si è tenuta l’udienza di un processo iniziato tre anni fa e che coinvolge circa quaranta famiglie, e per la prima volta l’Eni ha manifestato una certa apertura alla conciliazione. A portare avanti gli interessi di alcune famiglie è stato, tra gli altri, l’avvocato Greco. “Sarà il presidente Alberto Leone a pronunciarsi sulla conciliazione e su come procedere, inoltre l’udienza di oggi riguardava anche la ricusazione del collegio e la riunione del procedimento”, ha detto l’avvocato Greco. “Si tratta di un procedimento civile che ha chiamato in causa la Procura della Repubblica che ha sostenuto le parti ricorrenti” ha continuato l’avvocato. Secondo l’associazione Cittadini per la giustizia, di cui presidente è l’avvocato Greco, le malformazioni sarebbero da collegare ai distruttori endocrini, sostanze artificiali prodotte da inquinanti come quelli emessi dalle raffinerie, in grado di intaccare i recettori ormonali, causando tumori, difetti alla nascita, disturbi dello sviluppo. “Oggi – ha detto Pietro Lorefice, presidente di Legambiente – si è messo in evidenza che non solo malformazioni, ma anche mortalità per tumori, leucemie e problemi dell’apparato cardiocircolatorio siano patologie collegate direttamente all’Eni. Spero che il presidente Leone possa accogliere la conciliazione, in modo che l’Eni risarcisca le vittime e un territorio che ha sempre patito e chissà per quanti anni patirà ancora”.

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