Mancato rinnovo del contratto, Nursind ricorre e denuncia le attuali condizioni dell’Asp nissena

Sono centinaia le adesioni da parte dei dipendenti della Asp nissena, al  ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo da parte di Nursind, come componente della Confederazione Generale Sindacati, contro l’illegittimità costituzionale delle norme che avevano disposto il blocco della contrattazione collettiva nel pubblico impiego.  Nursind chiede il risarcimento per il danno subito dal mancato rinnovo, da sei anni, del contratto di lavoro del pubblico impego. Ieri il sindacato delle professioni infermieristiche aveva inviato un comunicato, sulle condizioni di  disagio che ogni giorno vivono i lavoratori, gli oltre 400 infermieri della provincia, negli ospedali nisseni.
 
” Giungono quotidianamente malumori da tutti i dipendenti in merito al disagio delle attuali condizioni lavorative e soprattutto in relazione alla contrazione drastica attuata dall’amministrazione sulle competenze accessorie da erogare e soprattutto su residui dei progettivi obiettivi degli anni precedenti.
 
Una recente delibera dell’ASP basata sull’applicazione delle norme contrattuali purtroppo non ci consente di essere tra le organizzazioni sindacali che possono concertare e contrattare pur avendo il nostro sindacato un numero di aderenti è quasi uguale alla somma delle tre organizzazioni confederali maggioritarie. Le esigenze e il diritto ad essere rappresentati espresso dagli oltre 400 infermieri di quest’ASP, quindi oltre il 50% del personale sindacalizzato, passa inesorabilmente attraverso le assemblee che settimana prossima faremo a Caltanissetta, Gela e Mussomeli.
 
Intanto molti i malumori registrati a Gela dove, oltre alla volontà diffusa di riccorrere agli atti ingiuntivi per recuperare coattivamente il pregresso, nonostante una petizione firmata da centinaia di dipendenti sull’utilizzo regolamentato del parcheggio, nulla è stato fatto a proposito dal direttore di presidio che, come sostentuo e dichiarato dai firmatari, permetterebbe l’utilizzo in modo arbitrario ed ad personam ad alcuni piuttosto che altri.
 
La vicenda parcheggio, che mette seriamente a rischio la sicurezza dei dipendenti, pur non essendo prevista da norme contrattuali, dovrebbe essere di primaria importanza rispetto a tante altre presunte priorità vantate negli anni dall’attuale direttore di presidio.
 
Dopo le assemblee e raccolte le richieste dei dipendenti chiederemo un incontro ufficiale al management per presentare le istanze e per capire come possono trovare risposte e soluzioni i quesiti proposti.”