Mansioni superiori, Casano: “Un provvedimento anomalo, altro che trasparenza!” e arriva la replica di Messinese

Dopo il sì del Consiglio comunale al nuovo regolamento sulle commissioni consiliarie, che dovrebbe garantire la massima trasparenza scongiurando gli sprechi, le polemiche sulle mansioni superiori.

Ieri sera, infatti, durante una seduta consiliare l’indipendente Carmelo Casano ha contestato al segretario generale Amorosia l’emissione di un ordine di servizio che permetterebbe ai dirigenti la possibilità di indicare un paio di dipendenti a cui assegnare mansioni superiori. “Un provvedimento anomalo che contrasta con la trasparenza tanto acclamata in campagna elettorale – ha affermato Casano – oggi ci sono debiti fuori bilancio per mansioni superiori e non si capisce il criterio con cui vengano individuati questi dipendenti. Siamo tornati a due secoli fa, quando nessuno era coinvolto e non c’erano avvisi pubblici”. Una denuncia che ha ricevuto immediata replica da parte del Sindaco Messinese, assente alla seduta di ieri insieme alla sua giunta. “Contrariamente a quanto sostenuto in Consiglio comunale da Carmelo Casano sul riconoscimento di mansioni superiori da assegnare a due, tre dipendenti comunali per settore – ha sostenuto il Primo cittadino – in realtà erano state date indicazioni al segretario generale per fronteggiare diverse esigenze organizzative e molteplici lacune in diversi settori dell’ente, specie nell’ambito della Polizia Municipale. Proprio per tale motivo il segretario ha adottato una direttiva dove si fa cenno a un regolamento che disciplini la materia delle mansioni superiori e a un atto di programmazione del numero e del tipo di mansione da attribuire e della relativa copertura finanziaria. I contenziosi in atto e i debiti fuori bilancio che ne sono scaturiti derivano proprio dal fatto che in passato non erano stati adottati atti di disciplina e programmazione. Non credo – ha concluso Messinese – che i consiglieri non vedano di buon occhio la meritocrazia e vogliano privilegiare l’appiattimento di tutti i dipendenti, ignorando la situazione di coloro che da anni svolgono di fatto mansioni superiori privi di adeguata remunerazione”.

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