Margot: da un anno un angelo in cielo, ma le sue cornee continuano a vivere

Sognava di diventare una biologa marina o una veterinaria, invece da un anno  la piccola gelese Margot Migliore è un angelo del cielo. Non c’è un attimo della giornata in cui la nonna e la mamma non pensino alla loro piccola, spirata il 6 aprile dell’anno scorso all’ospedale Meyer di Firenze. Margot aveva appena 8 anni, era bellissima, intelligente e una maturità che è insolita a quell’età.

Purtroppo la sua spensieratezza è stata interrotta l’11 luglio del 2016 quando le è stato diagnosticato un tumore al cervello, a causa di frequenti mal di testa e uno svenimento improvviso. Da allora sono seguiti 9 mesi di calvario, tra ricoveri frequenti, interventi chirurgici lunghissimi, chemioterapia.

“Mai una parola di lamento, mai un grido di dolore, soffriva in silenzio e sopportava tutto quello che le veniva fatto con molta pazienza e molta fiducia” ci ha detto la nonna Giuliana che non ha mai smesso di pregare per la sua nipotina.

“Mi chiedo sempre se abbia patito forti dolori, ci chiedeva scusa per i suoi continui mal di testa, come se la colpa fosse stata sua” Ha detto Giuliana con un nodo alla gola.

Margot era una bimba speciale, sempre allegra e sorridente, era bravissima a scuola. Aveva tutti 10 e lode, e riusciva sempre a fare i compiti a scuola prima di ritornare a casa. Amava studiare, come amava ballare. Margot frequentava i corsi di ballo moderno e classico, e rusciva anche a parlare in inglese. Mai avrebbe immaginato che la sua vita sarebbe finita così presto. Il suo è stato un male terribile e galoppante. Inutili sono stati i continui interventi chirurgici, i continui esami, i continui controlli.

“Mia nipote è stata una martire, costretta a subire continuamente esami invasivi e interventi per sconfiggere un male che non le ha dato scampo. Non si riusciva più a trovare una vena integra nel suo corpicino, per tutti i prelievi e le flebo che le erano stati fatti. Quando è arrivata al Mayer di Firenze, dopo aver subito due lunghi interventi in Sicilia, i medici hanno capito subito che la sua malattia era in uno stato avanzato e il suo corpo troppo debilitato, ma hanno provato di tutto per ridarle la possibilità di continuare a vivere.

“Ricordo che nei suoi ultimi giorni, quando ormai era in uno stato soporifero ci raccontava di essere con Padre Pio, la Madonna e Gesù. Ci descriveva come erano vestiti e di come loro le davano parole di conforto. Troverai nuovi palazzi, conoscerai altra gente e vedrai posti più belli. Le dicevano” Ci ha raccontato la nonna. “Questo mi fa sperare che Margot sia un angelo che ci guarda da lassù e che continua a starci accanto”. Ha aggiunto Giuliana.

La piccola Margot, che avrebbe compiuto 9 anni il 18 giugno del 2017, ha regalato una vita migliore ad una altra persona. Le sue cornee sono state donate, per volontà della mamma che è sempre rimasta con la sua piccola fino alla fine. “Le cornee erano ormai le uniche parti del corpo di Margot che funzionavano, e mia figlia ha deciso di farle continuare a vivere per donare una vita migliore a chi era in attesa di trapianto”.

Tutti a Gela abbiamo seguito la storia della piccola, fin dal suo primo ricovero, intere comunità hanno pregato per la sua salute. L’immagine di Margot sorridente con il suo tutù rosa o con i suoi occhiali da sole sono rimaste impresse alla collettività. Un anno fa, il 6 aprile del 2017, Margot ci ha lasciato, ha lasciato la sua mamma e la sua nonna, ma è sempre viva nei loro cuori.

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