Melfa: 10 mila voti persi per la complessità delle schede. Più controlli al ballottaggio

“Come dimostrato dalle circa 10 mila schede in cui non è stato dato il voto disgiunto e dunque non è avvenuta l’indicazione del sindaco, i cittadini non hanno ricevuto una corretta informazione sulle modalità di voto”. Questo è quanto comunicato dall’imprenditore Maurizio Melfa, che interviene sulla complessità delle schede elettorali. L’imprenditore gelese nella  sua candidatura a sindaco ha preso 1856 voti. 
“In molti – ha dichiarato Melfa –  hanno ritenuto infatti valida la sola indicazione del consigliere comunale, credendo di votare indirettamente per il Sindaco, come avveniva prima di questa legge. A mio avviso occorrevano due differenti schede: una per il Sindaco e una per il consiglio comunale per non indurre l’elettorato in errore”. Melfa invita tutti i presidenti di seggio, in vista del ballottaggio tra il sindaco uscente Angelo Fasulo e il protavoce del M5S Domenico Messinese, di far depositare agli elettori i telefonini prima di recarsi alla cabina elettorale, per evitare che il voto possa essere considerato una merce di scambio, così come era avvenuto nel primo turno. Melfa conclude ringraziando i propri elettori del risultato raggiunto in poco tempo. “‘Il dato ottenuto dalla lista Ripartiamo da Zero che ha superato il 5% delle preferenze è dunque un dato falsato, reso ancor più flebile dalla scarsa incidenza dei propri Rappresentanti di lista non adeguatamente formati che, purtroppo, non sono riusciti a contrastare l’arbitrarietà di molti Presidenti di seggio nell’assegnazione dei voti. Sono certo che la corretta attribuzione di quei diecimila voti dispersi, nell’indicazione del Sindaco, avrebbe accresciuto sensibilmente il nostro dato elettorale”. 
 

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