Messa e corona d’alloro per il maresciallo Sebastiano D’Immè: tante le istituzioni presenti

Si è tenuta stamani presso la Chiesa S. Giovanni Evangelista di Macchitella, la messa in memoria del maresciallo Sebastiano D’Immè, medaglia d’oro al Valor Militare.
A celebrare la funzione religiosa è stato  Don Rosario Sciacca. Oltre ai familiari del militare ucciso il 7 luglio  del 1996 da una banda del Comacchio, presenti tante  istituzioni: il  Comandante Interregionale dei Carabinieri “Culqualber”,  Gen. C.A. Silvio Ghiselli, il Vicario del Prefetto di Caltanissetta, dott. Baldassare Ingoglia, il Sindaco di Gela Ing. Domenico Messinese, il Procuratore della Repubblica di Gela, dott. Fernando Asaro, il Questore di Caltanissetta, dott. Bruno Megale, il Comandante Provinciale dell’Arma, Col. Gerardo Petitto, i Carabinieri dei cinque comandi stazione di Riesi, Mazzarino, Butera, Niscemi e Gela, dipendenti dal Reparto Territoriale, il Presidente dell’Ass. Antiracket di Niscemi, una rappresentanza del Cobar dei Carabinieri, alcuni rappresentanti dell’Associazione Nazionale Carabinieri- Sezione di Gela (intitolata proprio al Sottufficiale Caduto) nonché i rappresentanti dell’amministrazione locale e di tutte le Forze di Polizia locali.
 La cerimonia religiosa, particolarmente sentita sia dai militari che dai civili presenti, è stata seguita dalla solenne deposizione di una corona d’alloro presso il cimitero monumentale di Capo Soprano, ove si è proceduto anche alla resa degli onori militari ai Caduti.
Il sacrificio del giovane  di origini gelese, morto ad appena 31 anni, sotto i colpi di arma da fuoco da parte di due banditi facenti parte delle cosche su cui indagava,  è stato suggellato alla storia con il conferimento del massimo tributo al valore concesso ai militari periti nell’adempimento del dovere.
Il 18 maggio 1998 il Presidente della Repubblica, con decreto n. 1994, ha insignito  il Maresciallo D’IMMÈ della Medaglia d’Oro al Valor Militare “alla memoria” con la seguente motivazione:
“Addetto a Nucleo Operativo di Comando Provinciale, nel corso di predisposto servizio antirapina svolto unitamente a parigrado, intercettava due pericolosi pregiudicati a bordo di un’autovettura di provenienza furtiva. Percependo che gli stessi, avvedutisi di essere stati individuati, potessero sottrarsi al successivo controllo già predisposto con il concorso di personale di rinforzo, non esitava ad affrontare i malviventi, venendo però fatto segno a violenta azione di fuoco. Benché colpito in più parti del corpo, con eccezionale coraggio e non comune determinazione, replicava con l’arma in dotazione finché si accasciava esanime al suolo. Fulgido esempio di elette virtù militari e di altissimo senso del dovere, spinto fino all’estremo sacrificio”. Locate Varesino (CO), 6 luglio 1996. 

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