Messinese: Gela nella Città metropolitana di Catania? Rispetteremo la volontà della città

Sarà compito del consiglio comunale dire di sì a maggioranza assoluta per far aderire la città di Gela alla città metropolitana di Catania. Con la riforma sui Liberi consorzi che è stata approvata all’Ars, si è  detto addio alle province. Si tratta della legge regionale 8/14, ha portato alla creazione prima di 9 liberi consorzi, poi diventati 6, più tre città metropolitane, cioè quella di Palermo, Messina e Catania. Gela, Niscemi e Piazza Armerina, hanno espresso la loro volontà, con l’ultimo referendum confermativo, di staccarsi dalle rispettive ex province per aderire a Catania. “Abbiamo avuto la  possibilità di esprimere la volontà di passare, con lo scorso referendum,  al Libero Consorzio di Catania. Oggi esiste solo la città Metropolitana di Catania, ma poco importa perchè quello vale è la volontà di andare  nel  territorio etneo ei sindaci sono tutti concordi all’unanimità di seguire questa strada. Dobbiamo quindi solo aspettare che avvenga la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale e procedere alla votazione. A breve ci saranno anche le elezioni degli enti intermedi, e noi dobbiamo fare in modo di fare le delibere, in modo da scegliere non il presidente del Libero Consorzio di Catania, ma il sindaco della città metropolitana di Catania”. Questo quanto riferito da Filippo Franzone, portavoce del Csag, che stamani ha indetto una conferenza stampa. “La città di Gela, vuole cambiare la sua attuale posizione politica e territoriale – ha detto il primo cittadino Domenico Messinese – con il referendum la città ha voluto quello. E noi come amministrazione non possiamo fare altro che rispettare la volontà dei cittadini”.  Intanto tra i sindaci che ha da sempre aderito all’idea di passaggio al Libero consorzio di Catania, c’è quello di Niscemi, Francesco La Rosa, che ha sottolineato come sia fondamentale per Niscemi, Gela e Piazza Armerina mettere insieme le risorse economiche e culturali. Il sindaco ha espresso la volontà di candidarsi come presidente dell’area. 

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