Messinese: “gli inetti sono acqua passata”. Intanto gli “ex sostenitori” aspettano la diffida

“Gli inetti sono acqua passata. Più che progetti ho visto giustizialismo che è andato oltre il servizio che dovevano svolgere. Non sono stati in grado di dare risposte alla città, mostrandosi latitanti in diverse occasioni”. Con queste parole il sindaco Domenico Messinese ha giustificato la sua scelta di destituire i tre assessori Ketty Damante, Pietro Lorefice e Nuccio Di Paola. I tre assessori avevano già in parte preso le distanze dal sindaco, accusato dai componenti del meet up Gela di avere degli atteggiamenti non conformi al movimento pentastellato. Il tutto è iniziato con gli incarichi assessoriali dati dal primo cittadino a Simone Siciliano, denominato il “superassessore” per i tanti settori che si è trovato a gestire, tra cui quello dell’ambiente. A Siciliano i componenti del movimento cinque stelle, gli stessi che avevano sostenuto Messinese durante la campagna elettorale, hanno rinfacciato più volte di essere asservito alla azienda petrolifera Eni e di avere accettato il protocollo di intesa firmato dall’amministrazione Fasulo, Crocetta al Mise il 6 novembre 2014, sebbene in netto contrasto con gli obiettivi politici e programmatici del meetup di Gela. Il meetup di Gela si è sempre mostrato contrario alla prospezione e realizzazione di altre piattaforme off-shore nel canale di Sicilia, e ha sempre ritenuto che avviare nel territorio di Gela una bioraffineria a partire da biomasse oleose non avrebbe avuto  ricaduta positiva in termini occupazionali e ambientali, ma avrebbe risposto esclusivamente ad interessi Eni che in tal modo sottrarrà le bonifiche di buona parte della superficie occupata dell’ex stabilimento petrolchimico”. Tutto inizia da qui, per poi continuare a rimarcare con il tempo una continuità di amministrazione della città che il sindaco  pentastellato invece avrebbe dovuto interrompere. Ma delle critiche da parte del Meet up al sindaco Messinese poco importa. “Condivido il meet up come luogo di incontro per produrre idee e dare un contributo alla collettività, invece quello presente in città è diventato un organo politico che ha l’obiettivo di contrastare l’amministrazione”. Più vicino al sindaco si è invece mostrato il meet up Comune a cinque stelle, a cui appartierne anche il neo assessore Licia Francesca Abela. “Fare l’assessore – ha detto Messinese – significa prendersi delle responsabilità. Speravo che una rimodulazione delle compentenze competenze potesse dare nuovo vigore alle  attività – ha continuato il primo cittadino – ma ho solo assistito ad un mandato inconcludente, troppo attento a criticare il lavoro altrui piuttosto che a far funzionare il proprio settore di competenza, in cui si sono registrate notevoli criticità. Il compito di noi cittadini tra i cittadini è quello di servire la collettività con giustezza e non con vendetta, animati dall’empatia proveniente dal basso e non con diktat che arrivano dall’alto, formulando progetti sani senza farsi distrarre da tentazioni inquisitorie”. Una rimpasto quindi che era prevedibile, e che porterà ad un ulteriore allontanamento da parte di quei consiglieri pentastellati che aveva già preso le distanze dal primo cittadino. Ed è così che gli ormai ex sostenitori, pensano che il sindaco Messinese sia da ora in poi costretto a cercarsi una “stampella”, nei consiglieri del Pd. “Non mi importa dell’appertenza politica- ha detto Messinese – ma del contributo che ogni consigliere potrà dare alla città. Intanto i pentastellati, o meglio gli ex sostenitori sono in attesa che al primo cittadino venga diffidato da Casaleggio. ” Noi abbiamo operato – ha detto Messinese-  sempre come cinque stelle, i vertici dovranno dimostrare che ciò non sia avvenuto, e poi il simbolo non ha nessuna importanza”.

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