Messinese: perchè Crocetta ha deciso di far morire Gela? Investimenti fermi per assenza della Regione

 
Vogliamo sapere perche il governatore della Sicilia Rosario Crocetta abbia deciso di far morire la città di Gela. Da mesi si aspettano le firme da parte della regione Sicilia per  avviare investimenti importati in città. Questo quanto messo in evidenza dal sindaco Domenico Messinese, che si è visto addossare delle colpe da parte di una buona parte del consiglio comunale, sul rallentamento dell’attuazione del protocollo di programma e sul rilancio della città. 
“Contriariamente a quanto dichiarato da alcuni consiglieri, abbiamo invitato Invitalia fin dal settembre scorso. Presenza fondalmentale anche per l’accordo di programma,Invitalia è stata coinvolta fin dall’inizio della nostra amministrazione. Abbiamo avviato immediamente verifiche del protocollo di intesa.” Ha messo in evidenza il primo cittadino, che ha ribadito come consideri prioritari gli interventi sul porto rifugio. “Interventi strutturali e non semplice dragaggio per tirare fuori solo le due camere Coke. Il porto rifugio non richiede interventi spot, ma  investimenti seri che diamo futuro e sviluppo  al territorio”.
Il sindaco denuncia la totale assenza della Regione siciliana, che non si presenta ai tavoli istituzionali e va anche in contrasto con la risoluzione  dei problemi della città.
“È più facile interagire con il ministero che con il presidente della regione, che scarica sul comune di Gela il mancato intervento sul porto”. 
I finanziamenti per ora autorizzati dellle compensazioni Eni sono stati solo degli spot da parte della Regione, e  riguardano il collocamento della nave che è rimasta comunque dentro le casse , la ristrutturazione della ex casa albergo di Macchitella che necessita di essere inserita in un progetto più ampio, e il dragaggio del porto che non ne risolverebbe il problema. Ciò che si è firmato è un impegno da parte di Eni di appena un milione di euro. E Gli altri circa 30 milioni di euro di compensazione per il territorio?” Ci sono investimenti di 19 milioni di euro che sono stati definiti dai Capigruppo e che  aspettano le indicazioni della  Regione!
‘”Che il presidente si presenti oggi stesso a firmare l’accordo tra Eni, regione comune e Ministero per il porto rifiugio, che venga a firmare tutti i documenti necessari che sono pronti e che riguardano la sanità, accordo di programma, compensazioni, protocollo di intesa, rete idrica, rete fognaria,  tutte quelle cose che sono state negate da anni”, ha detto Messinese sottolineando come sia tutto pronto, e manchi la firma del presidente che si aspetta da mese.”
Quello di avere un porto rifiugio efficiente per Gela è un dovere, non solo per garantire lo sviluppo del territorio, ma anche la sicurezza. Non si può perdere tempo”.
 Il primo cittadino ha messo in evidenza come vi sia una “delibera di Giunta per la perimetrazione dell’Area di Crisi complessa del territorio definita da oltre tre mesi e che ancora aspetta la firma del presidente della Regione”. 
Dietro parole incoraggianti da parte del presidente non seguono mai i fatti.
“I problemi di Gela dipendono dall’inerzia della regione: pronto soccorso, Breast Unit, porto, Utin . Tutto è pronto ma manca la volontà della regione.  È stato il mandante di Renzi che ha deciso di affossare la città di Gela, con la complicità di chi ci ha preceduto, e vorremmo capire se gli stessi attori stiano contribuendo a distruggere la città”. Ha affermato il primo cittadino. 
“La regione si deve interessare di Gela, non perchè il presidente sia di Gela, ma perchè siamo l’area di crisi complessa più grande d’italia, con un bacino che racchiude 12 comuni e più di 500 mila persone. Un’area di crisi che qualcuno ha illuminato e che poi ha spento”. 
Il primo cittadino si è riferito anche alla questione dell’acqua, un problema che a molti fa comodo non risolvere. 
“Oggi ci sono delle responsabilità precise da parte di chi sta distruggendo la città in tutti i modi”, ha sottolineato Messinese. “Se qualcuno ha deciso di essere il boia di questa città è giusto che i cittadini lo sappiano. Tutti i nostri sforzi vengono puntulmente rimandati e ridotti, e poi c’è qualcuno che ha il piano di distruggere la città”. Ha detto Messinese.
“Noi fin da subito abbiamo contribuito con l’accordo di programma a  trasformare l’area di crisi Eni, che riguardava solo qualche centinaia di persone, in area di Crisi di Gela che comprende 12 comuni e circa 500 mila persone, un peso diverso, mai visto prima!. La delibera di giunta ha data ufficialità al documento per cui Invitalia può dar via alle risorse, che regione e ministero devono mettere in campo. Ad oggi la delibera è ferma alla Regione”. Ha detto il vice sindaco Simone Siciliano.
“Noi – ha detto Siciliano -abbiamo un rapporto aperto con la Regione ma non ci facciamo tirare la giacca da nessuno”. Fino a oggi non sono stati sottoscritti accordi di programma per il Sin di Gela, “dei 20 milioni sono 5 milioni di euro sono stati definiti”. Ha detto Siciliano che sottolinea come l’amministrazione comunale subisca l’inerzia della Regione. 
“Che Crocetta faccia finalmete lo statista e cominci a risolvere i problemi della città, problemi e sofferenza dei cittadini che qualcuno sfrutta per fare propaganda elettorale”. Ha detto il sindaco.
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