Messinese: quante croci pesano sui nostri gelesi. Intervento del sindaco nell’Atto di riparazione

“Il volto di Cristo è uno dei tanti nostri giovani che perdono la vita, o dei giovani disoccupati che non sa cosa  fare, il volto di una società che ha abbandonato Dio e che cerca Dio”. Queste le parole pronunciate da don Raimondo Giammusso durante la cerimonia religiosa del Mercoledì Santo “Atto di riparazione”, uno degli appuntamenti più importanti della Settimana Santa gelese, che si è tenuta ieri sera nella Piazza Umberto I di Gela, restituita alla sua antica bellezza. Presenti oltre alle istituzioni, il sindaco Domenico Messinese che nel suo intervento non poteva non fare cenno alla situazione di crisi, senza precedenti,  che sta vivendo la città. “Quante croci, specie in questo preciso momento storico, pesano sulla fede dei gelesi: la flagellazione di chi perde il lavoro e rischia l’alienazione dal mercato economico e dalla vita sociale; le cadute di chi lotta strenuamente contro le malattie; la condanna a piangere lutti senza rassegnazione. Se oggi non celebrassimo questi riti solenni rimarremmo inchiodati alla disperazione. Ma le Sacre Scritture hanno scolpito la nostra speranza. E la nostra professione di fede ci invita a non tradire il messaggio della resurrezione. Se Dio si è fatto uomo per salvarci, l’uomo può farsi vero uomo per migliorarsi. Altrimenti “Dio è morto” invano. Queste ragioni ci inducono ad offrire le nostre sofferenze all’intercessione di Maria Addolorata, a consacrare le nostre vite sotto la Croce della Redenzione, e pronunciare l’atto di riparazione per chiedere perdono a Dio Onnipotente.nella piazza restituita alla sua bellezza”. Ha detto nel suo intervento il primo cittadino, che ha invitato tuti i cittadini presenti presenti a pregare con lui. “Signore nostro Gesù Cristo, Redentore degli uomini, vero volto della Misericordia di Dio Padre per l’umanità intera, la città di Gela si stringe in questo momento a Te per rivivere insieme il tuo mistero pasquale con il quale hai ridato vita nuova al mondo. Anche nella nostra comunità, che pure è felice di dirsi cristiana, non mancano gesti, parole, urla blasfeme contro il Padre Tuo, contro la Tua Divina persona, contro la Tua e Nostra dolcissima madre. Anche tra noi, tuoi figli, si agitano violente passioni che sono tra le cause principali di ingiustizia e violenza. Siamo sommersi dall’indifferenza e dalla cultura dello scarto. Noi oggi te ne chiediamo pubblicamente perdono.
In segno di riparazione, vogliamo metterci in cammino penitenziale dietro di Te che continui a camminare per le nostre strade e per tutte le vie del mondo facendo della Croce un segno di redenzione e di vita.
Signore Gesù, che sei venuto non a condannare ma a perdonare, abbi pietà di noi!
O Maria, Vergine Addolorata, in questi giorni di Passione e Morte vogliamo stare con Te presso la Croce del Tuo Figlio in riparazione di tutto il male morale commesso.”
 

Articoli correlati