Messinese su Eni: il “caso Gela” lontano dalla soluzione. Vigiliamo sulla tutela di lavoratori e territorio

“Non è questa l’industria a cui pensava Enrico Mattei. Dall’umanesimo del lavoro stiamo passando alla centralità del business”. Lo ha detto il sindaco di Gela, Domenico Messinese, all’Assemblea Nazionale dei Quadri e dei Delegati sindacali del gruppo Eni e della Saipem, che si è tenuta questa mattina all’Angelicum Congress di Roma. Il primo cittadino ha lanciato l’allarme di un Governo sempre meno sensibile alle delocalizzazioni delle grandi aziende italiane, denunciando come il “caso Gela” sia ben lontano dalla sua soluzione, contrariamente a quanto sbandierato dal premier Renzi. “Il nuovo piano industriale pone dubbi anche sulla bio-reindustrializzazione della nostra città – ha continuato Messinese, che si è prima confrontato con i segretari dei maggiori sindacati italiani Camusso e Barbagallo – e vigilare senza sosta per tutelare i lavoratori ed il territorio è una priorità irrinunciabile. Oggi si sigla una grande alleanza tra parti sociali ed istituzioni locali di diverse parti d’Italia per scongiurare delocalizzazione e rinuncia agli impegni presi”.

All’assemblea romana ha preso parte anche l’assessore comunale alle Attività Produttive e Ambiente, con delega alle bonifiche, Simone Siciliano. “Continuiamo a lavorare facendo sentire la nostra presenza in tutti i tavoli di confronto, con Eni, con i sindacati, con la Regione e con il Governo – ha commentato il vice sindaco di Gela – nell’auspicio che, come già successo a Gela, tutti gli attori si confrontino unitariamente per pianificare la politica industriale del Paese con l’unico obiettivo della reindustrializzazione innovativa per una competizione globale, nell’ottica della sostenibilità energetica e sociale, in cui il territorio gelese torni ad essere il riferimento nazionale al centro del Mediterraneo. La forza di Eni, Ente Nazionale Idrocarburi, si chiama Italia e il Governo non può dimenticarlo”.

Altre testimonianze sono state rese dalle realtà di Porto Torres e Porto Marghera. L’assemblea ha annunciato per il prossimo 17 dicembre, in concomitanza con il Consiglio d’Amministrazione Eni, una manifestazione a San Donato, parallelamente a tre mobilitazioni interregionali, e otto ore di sciopero per il 20 gennaio.

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