Messinese verso l’espulsione dal M5S? Gli attivisti non gli hanno perdonato il “tradimento”

Mentre i vertici del Movimento cinque Stelle starebbero per  avviare le procedure per l’ espulsione  nei confronti del sindaco  Domenico Messinese, non c’è giornale nazionale che non parli del caso Gela, che questa volta non riguarda la questione Eni, ma la recente espulsione dei tre assessori pentastellati che lo avevano proposto e sostenuto durante la campagna elettorale. Adesso devono attendere 24 mesi, consiglieri e assessori per la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco “disobbediente”, che era stato eletto con il 64,5 %dei voti, da parte di una città che era sfiduciata del tradimento di Eni che ha lasciato solo disoccupazione, per un accordo che contiene anche la firma dell’ex sindaco Angelo Fasulo. Durante la campagna elettorale i cinque stelle con Messinese come portavoce avevano ampiamente criticato la politica industriale di Eni,e le mancate bonifiche dei terreni occupati daglil impianti dismessi, come criticata era la gestione dei rifiuti affidati a Tekra. Ma a sei mesi dalle elezioni ci siamo ritrovati davanti un accordo di programma con Eni, che è rimasto tale e quale, e al rinnovo per un  altro anno del servizio raccolto affidato alla Tekra, oltre che riconferma dell’incarico sul  condono edilizio alla Politecnica. In effetti per coerenza il sindaco  avrebbe dovuto sbattere fuori l’azienda che si occupa dei rifiuti, avrebbe dovuto mettere alla porta l’azienda che si occupa della distribuzione dell’acqua, avrebbe dovuto avere un atteggiamento meno accondiscendente con Eni. “Non ci ha mai ascoltati e noi consiglieri e assessori eravamo all’oscuro di tutto quello che lui faceva “, hanno detto ieri i pentastellati durante la conferenza. E di disubbidienza del sindaco Messinese si era già parlato quando si è rifiutato di versare la metà dell‘indennità al Movimento. “Non ha voluto neanche tagliare un euro del suo stipendio “hanno detto ieri i  cinque stelle.  Il gruppo consiliare ha accusato il sindaco di avere tradito i principi del movimento. “Noi a lavorare per il bene della città, non sottraendoci agli incontri con i cittadini, mentre lui e Siciliano occupati a fare viaggi”. E proprio la nomina di Simone Siciliano, il superassessore con 27 deleghe, ha scatenato le prime polemiche da parte degli attivisti. E poi quei viaggi messi sotto accusa: “da agosto a settembre, cioè in sei mesi il sindaco ha compituo 23 missioni, e Siciliano 22”, ha detto il consigliere pentastellato Angelo Amato. E poi la segretaria, Rita Scicolone, che di missioni ne ha compitue 9. Sì la segretaria tanto criticata, dall’intera città per i metodi con cui stata scelta, cioè senza una selezione pubblica, ma solo sull’amicizia. Ma forse dall’alto del movimento gli avrebbero perdonato tale disobbedienza, se non avesse girato le spalle agli attivisti. E adesso questi aspettano che Gianroberto Casaleggio, prenda la sua decisione, una decisione che finora è stata evitata perche una espulsione  non è di certo una bella pubblicità per il Movimento

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