Messinese vicino alla famiglia Milli. “Non accettiamo il ricatto di una vita in cambio di lavoro”

“L’azione di risarcimento intentata dalla famiglia Mili nei confronti di Eni riguarda tutta la nostra comunità, lavoratori e cittadini. Il giudizio dei Giudici sarà importante e lo attendiamo con rispetto, ma quello sociale, quello della città, è un giudizio pesante, che ha già condannato l’industria, un industria che considera lecito morire di lavoro”. Questo è quanto asserito da Domenico Messinese, candidato a sindaco del Movimento cinque stelle, riferendosi al processo iniziato questa settimana, presso il tribunale di Gela, contro la Raffineria da parte della famiglia Milli, per la morte a causa di un tumore del loro congiunto Salvatore, che lavorava nell’impianto clorosoda definito killer, chiuso vent’anni fa.  “Oggi – ha detto scritto Messinese – siamo una comunità consapevole di quello che ha pagato e sta pagando in termini di vite umane e sofferenze, una comunità che non accetta più il ricatto della vita in cambio del lavoro”.  

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