Mille euro? No, grazie! Scelte del comune discrezionali

Caro signor Sindaco e cara Giunta comunale,

Le invio questa lettera come le avevo preannunciato a dicembre 2016, quando ci ha comunicato le condizioni della delibera per l’acquisto di spazi presso i mezzi di informazione cittadini, mediante cui sono stati stanziati 22000€.

In quella occasione, in qualità di direttore commerciale di Accento, le feci notare la disparità di trattamento e l’incongruenza tra i servizi richiestici, l’effettivo ritorno di visibilità e gli importi devoluti; facendole presente come non fosse assolutamente corretto trattare allo stesso modo vettori uguali ma con storie e visibilità assolutamente impari.  Inoltre ritenevamo sbagliato escludere qualcuno tra i beneficiari, vista l’ampia copertura affrontata dalla delibera.

Così, dopo aver consultato la redazione, i collaboratori e l’editore, sono stato incaricato di comunicarle la nostra intenzione di rinunciare alle 1000€ (e non 500€ come erroneamente ritenuto dai più) previste dalla suddetta delibera di giunta.

Infatti, mentre in un primo momento avevamo pensato di accettare e devolvere la cifra in beneficienza, dover rispettare gli impegni contrattuali con voi eventualmente presi, avrebbe esposto il giornale a costi fissi almeno 4 volte superiori a quanto percepito ma non goduto.

Nella vita ho sempre amato parlare chiaro e diretto, per evitare equivoci e certamente non ho intenzione di cambiare atteggiamento proprio ora.

È mia convinzione personale preferire lavorare pro bono che ricevere una retribuzione non consona alla professionalità dei miei collaboratori prima e alla mia dopo, e la cifra propostaci per i servizi richiesti è assolutamente irrisoria e fuori mercato.  

Già al momento del bando da cui nasce la delibera, avevo evidenziato delle incongruenze nelle condizioni di partecipazione che, se non rispettate, avrebbero comportato l’esclusione dallo stesso: perché a noi quotidiani on Line venivano richieste le certificazioni Google e Alexa, per quantificare la qualità del sito e della pagina, mentre alle televisioni non si provvedeva parimenti alla presentazione dei dati Auditel, ed alle radio gli indici di ascolto giornalieri?

I 15000€ equamente distribuiti tra Quotidiano di Gela, Rete Chiara e Canale 10, fanno capire il perché. Prendiamo il Quotidiano di Gela per esempio che arriva a prendere 4000€ circa per un canale televisivo sconosciuto nel territorio e senza ascolti certificati ed una web TV appena nata, mentre Rete Chiara e Canale 10, che allo stesso modo non hanno dati di ascolto certificati, ma quantomeno una presenza consolidata nel tempo, si aggirano intorno allo stesso importo? Oppure com’è possibile trattare allo stesso modo una realtà storica quale Radio Gela Express con una realtà da poco risorta da ceneri inconsistenti come Radio Bella e di cui oggi non si conoscono le sorti? Come pretendere che AccentoNews potesse affrontare con 1000€ ivati in 4 mesi un servizio che ad altri veniva pagato 4 volte tanto?

Lei, signor sindaco, mi ha risposto che il valore aggiunto per noi sarebbero stati i contenuti politici. Si ricorda cosa le ho francamente risposto? Quei contenuti li avremmo avuti lo stesso e senza rimetterci, che li avremmo liberamente selezionati secondo i gusti dei nostri lettori e secondo l’importanza che avremmo opportunamente riconosciuto a ciascuno. Ma soprattutto che quei contenuti non sono un fatto privato che può essere dato e gestito in concessione, ma fanno parte della res publica, sono fatti di tutti noi cittadini.

Quello che voglio ribadire è che, se di cambiamento dobbiamo parlare, sarebbe opportuno cambiare i modi di fare, in tutto. Se in passato si elargivano soldi pensando che l’unico intento dovesse essere la ricerca del consenso elettorale dei soliti noti, oggi che la città è in crisi, abbiamo bisogno di risultati concreti: curare una comunicazione che sia per ricostruire l’immagine esterna di questa città, più volte assente e spesso vituperata, ma soprattutto sempre chiusa tra le piccole mura federiciane.

Ci siamo offerti, con la partecipazione al bando, di provare a coprire noi questo handicap degli enti pubblici locali, per eventi che potessero essere attrattivi dall’esterno, per far vedere al resto della Sicilia e dell’Italia i valori della nostra città. Cosa che facciamo tutt’oggi quando distribuiamo le notizie positive sulla ricchezza archeologica e sulle bellezze paesaggistiche in tutto il territorio nazionale, oppure quando diamo voce alle grandi capacità dei nostri concittadini. Questo però non sembra essere di vostro interesse.

Accento rinuncia a ciò che pare un contentino.

Questo non vuol dire che cambieremo atteggiamento nei suoi confronti e nei confronti del suo gruppo di lavoro, ma continueremo a comunicare i fatti con occhio libero ed indipendente come abbiamo fatto fino ad oggi, senza alcun preconcetto. Arrivando anche in ritardo, perché privi di corsie preferenziali come altri, ma decisi ad essere una voce fuori dal coro per i nostri lettori.