Mio figlio è autistico, ma ha grandi abilità. Parla la mamma del protagonista del video Blueday16 Gela

Simone frequenta il  liceo artistico di Gela E. Majorana. Simone  vede il mondo con occhi diversi, ma non è diverso. Simone è un adolescente autistico, e fa grandi sforzi per relazionarsi con gli altri suoi coetanei. Simone è uno dei tanti, bambini, adolescenti, adulti, che soffrono di un disagio, spettro autistico, di cui poco ancora si conosce.  Simone è il  protagonista del video Blueday16, frutto della collaborazione degli insegnanti del Majorana con l’associazione “Oltre il muro”,  che reclamizza Gela for Autism, e che sarà mandato in visione nelle scuole di Gela. E proprio la città di Gela, con grande partecipazione di tutti, associazioni, cittadini, scuole, ha aderito alla   “Giornata Mondiale della Cosapevolezza dell’ Autismo” che si terrà giorno 2 aprile. Organizzata dalle associazioni “Oltre il muro” e “Il labirinto di carta”, l’iniziativa comprende diverse attività che hanno l’obiettivo di sensibilizzare tutti sul tema dell’Autismo. E si è proprio raggiunto lo scopo, in quanto tutta un‘intera città si è tinta di blu, rompendo il silenzio assordante che circonda chi soffre di questo disagio.”Il Blueday  è arrivato nel cuore di tutti, il tingersi di blu è un modo solidale per portare a conoscenza, che chi soffre di autismo sia una persona come gli altri, con le proprie abilità che devono essere valorizzate”. A parlare è la mamma di Simone , Linda Nicastro, che ha sempre portato avanti la sua battaglia, e ha vinto. Simone sta facendo enormi progressi nella socializzazione e nell’integrazione, perchè l’autismo non è senza speranza. È ovvio che tale battaglia all’inizio possa sconvolgere. Apprendere che il proprio figlio ha un “disordine della spettro” può essere inizialmente devastante, ma pian pian,o  trattamento dopo trattamento, si trova la combinazione giusta . “I miei sacrifici sono ricompensati dal vedere lui che sta bene”. Ha detto con viso emozionato Linda, che fa parte dell’associazione gelese ” Oltre il muro” e ha firmato la liberatoria per utilizzare la storia e il volto di Simone per rompere quel muro di gomma che si è sempre creato attorno a questo disagio che è l’autismo.  “Abbiamo scoperto – ha detto la mamma di Simone – la diagnosi di Simone quando lui aveva quattro anni, prima di allora nulla faceva presagire che il bambino avesse tale disagio. Simone già a due anni sapeva leggere le sigle, e aveva delle abilità  molto sviluppate per la sua età.  Potenzialità, accompagnate da un carattere ribelle, che non destava particolari preoccupazioni. Anche dopo la diagnosi, non mi era ben chiaro cosa avesse di preciso Simone. A quattro anni Simone sapeva già leggere e scrivere in corsivo. Ma alle primarie è emerso un comportamento che lo portava a stare con gli altri, ma a modo suo. Il fatto ci è stato segnalato dalle maestre, e ciò si è aggiunto a quello che era emerso dalla diagnosi”. Le famiglie dei bambini  affetti da autismo si trovano spesso a dover affrontare una situazione più stressante di qualunque altra famiglia con  bambini con altre disabilità, a causa della scarsa conoscenza delle caratteristiche della sindrome non solo nella gente comune, ma spesso purtroppo anche da parte di professionisti, terapeuti e insegnanti.  Solitudine, isolamento sono parole pronunciate spesso da chi vive con una persona con  sindrome dello spettro autistico. Fortunatamente non è stato così per Simone. “Abbiamo affrontato tutti i percorsi che andavano fatti, dalle terapie al sostegno a scuola, e man mano ho imparato a convivere con il disturbo di Simone”. La storia di Linda è comune a quelle di altre donne, che hanno rinunciato al proprio lavoro per dedicarsi completamente ai figli. “Possiamo considerarci agevolate oggi rispetto a ieri, perchè sulla ‘malattia’adesso si conosce tanto, ma nel passato spessoil disturbo veniva confuso con altre patologie tipo la schizofrenia, e prima era tutto era un tabù”, ha detto Linda che consiglia a tutte le mamme che si trovano nella sua stessa condizione di prendere subito in mano la situazione, perchè prima si interviene, meglio è. Solo in questo modo possono essere tirate fuori tutte le abilità del bambino o ragazzino che soffre di tale disturbo. “Simone ama disegnare , ed è molto bravo, lo è stato fin da piccolo, ed è per questo che abbiamo deciso di fargli frequentare l’istituto d’arte”. Anche sulla evoluzione della disabilità ancora poco si conosce. “Ho sempre cercato di non far mancare nulla a Simone, facendogli affrontare tutte le tappe, dalla scuola al catechismo. Simone da bambino non era diverso dagli altri, e anche l’approccio con i suoi coetanei era molto facile. Con il passare degli anni, questo è diventato più difficile. L’adolescenza è un periodo  particolare per tutti, a maggior ragione per mio figlio. Lui sta crescendo, anche fisicamente, e cambiano le sue reazioni: prima scappava, e ora si ribella, quindi cambia anche l’approccio con i suoi coetanei adolescenti, che non comprendono i suoi comportamenti.  Si può dire che sto affrontando il problema dell’autismo solo ora, nella età dell’adolescenza”. Importante è la collaborazione tra famiglie, scuola, terapisti associazioni e istituzioni. L’associazione “Oltre muro”, che comprende 8 bambini/ragazzi autistici, organizza molte attività ricreative per favorire la loro integrazione, specie nei mesi estivi. ” I ragazzi della associazioni mirano a sviluppare nei ragazzi autistici le abilità, specie quelle sociali. Simone nel caso specifico ha una grande memoria fotografica, che lo ha aiutato ad apprendere la lettura già all’età di quattro anni, e ha grandi abilità  nel disegno”, ha detto Giulia Manias, educatrice e fondatrice dell’associazione Oltre il Muro. Ogni sabato i ragazzi della associazione incontrano i ragazzi autistici e assieme realizzano vari laboratori creativi: dall’arte alla cucina.  Si tratta di ragazzi adolescenti che stabiliscono un rapporto sano con i ragazzi autistici. L’associazione da questo punto di vista è di grande aiuto per l’integrazione, specie in estate dove lontano dalla scuola, si rischierebbe di amplificare le disabilità. “I rapporti con i cotenei Simone li ha in partcolare all’interno di Oltre il muro, dove i ragazzi hanno una grande apertura mentale”. Ha detto Linda.  “Durante il Blueday, verrà organizzata una Tavola rotonda dal tema «Le buone prassi per l’inclusione del soggetto autistico», dove si incontreranno scuola, famiglia e associazioni. Tre poli in cui  verranno raccolte le istanze, le esigenze delle famiglie, di cui faremo un resoconto  dopo il tre aprile, e il comitato Gela For Autism, cercherà di trovare delle soluzioni”, ha detto Giulia. Quello che si chiede sono piu servizi e piu strutture che possano favori l’integrazione di tali ragazzi. “Bsogna solo rispettare i tempi di questi ragazzi che sanno dare tanto. Le istituzioni possono fare la loro parte. Quello che è emerso dal Blueday16  è una apertura alla manifestazione da parte delle istituzioni e di tutti,  le mentalità sono diventate più elastiche” ha detto Linda che ha sottolineato come sarebbe bello trovare dappertutto le  porte aperte.

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