Modificare norma occupanti abusivi case popolari. Messinese scrive a Crocetta

Modificare la norma su esclusione degli occupanti abusivi nelle graduatorie Iacp.

 Questo quanto chiesto da sindaco Domenico Messinese al governatore Rosario Crocetta, ai deputati regionali, e all’Anci Sicilia. Il sindaco chiede non tanto una nuova sanatoria quanto una modifica alla norma, che permetta a coloro i quali, per un bisogno reale, hanno occupato un alloggio popolare di poter ugualmente fare richiesta ed essere inseriti in graduatoria, potendo concorrere equamente senza togliere niente a nessuno. 

“Una legge è giusta – afferma il sindaco- é quando tiene conto dei bisogni delle persone e non si può giocare con la disperazione di tante famiglie che realmente hanno bisogno di un alloggio popolare.” “Bisogna – ha scritto Messinese- consentire in modo equo a tutti quanti di poter fare richiesta di una casa popolare e di essere giudicati per i bisogni di oggi e non per gli errori di ieri.Infatti Secondo una stima del Sindacato Nazionale Unitario Inquilini ed Assegnatari, in Sicilia almeno 6.500 alloggi popolari sono occupati senza titolo.” Nella provincia nissena le case occupate abusivamente Sono 658 su 3722. “Nonostante siano abusivi, gli occupanti versano in molti casi una somma mensile che viene considerata come una sorta di canone forfettario di godimento. Lo fanno perché, soprattutto se hanno i requisiti previsti dalle leggi sugli alloggi popolari, sperano di poter rientrare in eventuali sanatorie. L’ultima risale al 2001 e prevedeva appunto che, se si rientrava nei limiti di reddito e di condizione familiare, si poteva riscattare l’immobile. Ma valeva solo per le occupazioni precedenti al 2001, da allora a oggi vari tentativi di ripetere la sanatoria sono stati regolarmente impugnati dal Commissario dello Stato e recentemente una norma dell’ultima Finanziaria Regionale è stata bocciata in Commissione Bilancio. La situazione diventa esplosiva soprattutto sotto il profilo dell’ordine pubblico qualora alla questione non si ponga la dovuta attenzione. La grave crisi economica che stiamo attraversando affatica il ceto medio e taglia completamente fuori le fasce sociali marginali dal possedere e mantenere i costi di quattro mura. Sulla casa infatti gravano balzelli insostenibili, diretti ed indiretti, che fanno di un semplice immobile residenziale un privilegio non accessibile a tutti

In materia di Edilizia Residenziale Popolare il legislatore regionalefinoraha preferito seguire l’evolversi della legislazione statale, anziché innovare autonomamente nella materia de qua, in quanto non è stata quasi mai perseguita una effettiva politica della casa con normazione originale, ma si è battuta la strada dell’intervento integrativo rispetto a quello apprestato dallo Stato. La normazione regionale successiva al 1998 si è limitata a disciplinare aspetti di dettaglio, senza intervenire, invece, su grandi temi quali il complessivo assetto istituzionale dell’ERP, le linee d’intervento, gli obiettivi e la programmazione finanziaria del settore in ambito regionale”. 

 

Articoli correlati