Dopo un Natale amaro, come sarà la nostra Pasqua? Se lo chiedono le mogli degli ex operai indotto

 

Dopo un Natale amaro, come sarà la nostra Pasqua? Questo si chiedono le moglie degli ex operai dell’indotto, che manifestano la loro delusione per l’assenza di risposte concrete da parte delle istituzioni. Il loro è stato certamente un Natale “amaro”, senza uno stipendio a fine mese.

Fiaccolata, lettera al sindaco e a Crocetta, sit in. Hanno fatto di tutto in questi mesi per cercare di smuovere le coscienze verso un problema, la disoccupazione, che non riguarda solo i loro mariti, ma una intera città. “

Non si vuole capire che la città è al collasso, e che le luci dei negozi man mano si vanno spegnendo, perchè qui non c’è lavoro e possibilità di spendere”. Ha detto Marisa Bevilacqua portavoce del gruppo delle mogli che hanno deciso di intraprendere questa battaglia per aiutare le loro famiglie.

“Vi sono famiglie -ha detto Marisa-  monoreddito che non hanno più un centesimo al mese, e non sanno più come pagare il mutuo, le bollette, fare la spesa, insomma sopravvivere”.

Nessuna risposta è arrivata finora dal governatore Rosario Crocetta a cui le donne, assieme a quelle del Movimento Rosa, avevano scritto una lettera prima del Natale e a cui avevano chiesto aiuto.

“Non svolga lo sguardo altrove, noi non meritiamo tutto questo e siamo convinte che anche lei ne sia cosciente. L’urgenza della situazione è sotto gli occhi di tutti”. Avevano scritto a Crocetta, al “figlio di Gela,”sperando in una risposta, che finora non è arrivata.

“Gli ammortizzatori sono in notevole ritardo, e non si riesce a trovare lavoro nemmeno fuori”, ha detto Marisa.

I loro mariti fanno parte di una lista di disponibilità, e nonostante alcuni cantieri avviati all’interno dello stabilimento Eni, non sono stati chiamati a lavorare.

Tutti hanno figli e mutuo, in alcuni casi vengono aiutati dai genitori che li sostentano, ma ci sono anche coloro che non hanno questa possibilità.

“Non ci si rende conto che la città senza lavoro sta morendo, siamo sempre meno e in più in ostaggio alla criminalità”, ha detto Marisa.

“Noi – ha detto Marisa- non ci fermeremo, andremo avanti con le iniziative, fino a quando non arriverenno risposte concrete”.

Intanto Pasqua è alle porte e la loro situazione è rimasta invariata. Se il Natale è stato amaro, nonostante avessero chiesto la possibilità di una vita dignitosa, come vedoro la loro Pasqua?

“Manteniamo sempre una speranza di cambiamento, anche se per come stanno le cose saranno amari anche quei giorni di festa per alcuni di noi”.

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