Mons. Gisana prega per chi ha perso il lavoro. Concluse le celebrazioni di San Giuseppe

Si è tenuta ieri sera la preghiera per chi è senza lavoro. In una chiesa di Sant’Agostino pienissima di fedeli assieme ai segretari sindacali e a molti ex operai dell’indotto, mons. Rosario Gisana ha celebrato la messa che ha concluso i festeggiamenti a Gela di San Giuseppe lavoratore.

Il vescovo ha invitato alla preghiera per i vecchi e i nuovi poveri, e per chi è rimasto disoccupato e per i precari.  Un invito alla collaborazione per uscire dalla crisi.

Il Vescovo già all’atto della istituzione dell’Osservatorio Pastorale aveva lanciato un appello alle istituzioni, agli amministratori, agli imprenditori locali, ai credenti e a tutta la cittadinanza, ad unire le forze secondo il proprio ruolo e impegno, chiedendo di “com-partecipare alle risoluzioni, ad accettare che la via della solidarietà sia l’unica possibile. La questione di Gela, ha più volte detto mons. Gisana “non riguarda soltanto coloro che stanno soccombendo ai numerosi drammi che mietono sofferenza, solitudine, abbandono. Essa deve interessare tutti e ciascuno; e questo non soltanto perché siamo con-cittadini, ma anche perché la nostra azione di risuscitamento è iscritta nel gene di una fratellanza che guarda all’altro”.

“Le parole del Vescovo non vanno dimenticate, vanno assunti impegni e onorati ogni giorno con la massima trasparenza e lealtà”. Ha detto Ignazio Giudice, segretario della Cgil Caltanissetta, presente ieri sera alla celebrazione.

Fuori dalla chiesa uno striscione con la scritta: Gela senza Lavoro. Buocrazia +Politica assente. La crisi è sempre presente.

Ed in effetti continuano a rimanere disoccupati gli operai dell’indotto che, da quando è stato firmato l’accordo con Eni per la riconversione,  hanno perso il lavoro. Tutto sembra ormai fermo.